Sciopero dei Metalmeccanici per la conquista di un contratto nazionale dignitoso. Lo sciopero dei metalmeccanici, indetto da FIM FIOM e UILM, anche a Venezia è pienamente riuscito.  Infatti i dati dell’ astensione dal lavoro sono altissimi in tutta la provincia. Nella pagina alcuni dati FINCANTIERI Marghera: 100%, ALCOA: 90%, MECNAFER 85%, IDROMACCHINE 90%,BERENGO 95%,LAFERT 75%,PEG PEREGO 90%,ALSTOM 80%,IMESA 80%,DL RADIATORS 90%, AGUSTA 100%, ILNOR 100%,POMETON 90%, OMV 90%,FACES 100%, GASPARINI 85%,DRAHTZUG STEIN OMIN 95%,OMA NORD 100%,ALENIA 100%
Le RSU hanno organizzato, presidi, volantinaggi e cortei in zona industriale a San Donà, davanti alla Fincantieri, davanti alla Ilnor, presso la Raffineria e il Petrolchimico e alle portinerie delle aziende più importanti della provincia.
“Questi dati confermano un segnale preciso, che era già emerso nelle assemblee che unitariamente abbiamo svolto nel territorio, e cioè che i metalmeccanici hanno capito bene che l’ intenzione della Federmeccanica è di cancellare il Contratto Nazionale di Lavoro. Quello che loro chiamano “rinnovamento della contrattazione” si traduce concretamente nella antica ricetta del : lavorare di più e pagati di meno.”
“Infatti la loro proposta sul salario prevede che per almeno il 95% dei lavoratori non ci sia alcun aumento, mentre sull’ orario pretendono la più completa unilateralità e l’ allungamento dello stesso. Sulle nostre richieste di estensione della tutela contro i licenziamenti illegittimi anche per i nuovi assunti e sulla responsabilità sociale nei casi di cambio appalto, la Federmeccanica si è detta completamente indisponibile a qualsiasi soluzione negoziata.”
“Dato particolarmente significativo è la riuscita dello sciopero alla Fincantieri, i cui lavoratori si sono astenuti dal lavoro oltre che per il contratto nazionale anche per il rinnovo del contratto aziendale. Infatti i temi che ci vengono posti dalla Federmeccanica sono gli stessi che ci pone la Fincantieri. Anche in questa azienda, che pure ha carichi lavorativi importanti, le richieste sono sempre le solite e cioè: la competitività si gioca con la riduzione del costo del lavoro. E la ricetta è quella che ci propone anche la Federmeccanica, abbassare il salario aziendale che da certo e garantito diventerebbe incerto e collegato a indicatori di bilancio e a una sorta di pagella redatta dalla azienda, allargare le lavorazioni in appalto e rendere l’ orario lavorativo ancora più flessibile
Per queste ragioni i metalmeccanici e le metalmeccaniche si sono fermati in massa in tutta la provincia, dalle grandi imprese alle piccole industrie.

Antonio Silvestri segretario geneale FIOM CGIL Metropolitana di Venezia