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LA FILT – CGIL E LA CRISI ISTITUZIONALE DELL' AUTORITA' DI SISTEMA PORTUALE DI VENEZIA. La nota di Renzo Varagnolo, segretario regionale Filt Cgil Veneto

Con la scelta della bocciatura del bilancio 2019 da parte dei rappresentanti i del Comune di Venezia e della Regione Veneto in sede di Comitato di Gestione, si è in dubbiamente sancita la crisi istituzionale dell' ADSP con una difficile previsione sia sui suoi sviluppi o soluzioni

Come FILT CGIL, nella nostra storia e da sempre a Venezia, abbiamo accuratamente evitato prese di posizioni politiche o di schieramento quando sono riferite ai Presidenti dell' ADSP per non entrare nelle scelte politiche previste per legge e di evitare strumentalizzazioni.

Abbiamo, con tutti i Presidenti i, tenuto un positivo rapporto di relazioni sindacali, derivante dalla importante rappresentanza sindacale dei lavoratori
e dalla contrattazione per risolvere i problemi. Così è stato anche con il Presidente Musolino.

Il bilancio o 2019 si è chiuso positivamente e questo va bene. Le motivazioni espresse sulla sua bocciatura travalicano i numeri. Per quanto espresso sulla stampa, si riferiscono a valutazioni sul metodo e sulle scelte.
Si determina comunque una crisi, che tocca direttamente il Presidente, ma come evidente, riguarda tutta la portualità lagunare.

Veniamo da un anno, il 2019, di grandi mobilitazioni sindacale degli stessi imprenditori sul tema dei fondali e la necessità di manutenzione, di mancate scelte sulle crociere. Una crisi generale che vede una perdita nel porto del 6%,

QUESTE SONO LE PRIORITA ' SU CUI AGIRE

Siamo pienamente dentro una crisi da Covid con importanti cali di traffici e pesanti ripercussioni occupazionali, 2 imprese su 3 a Chioggia sono in CIG, un grande terminal a Venezia è in cig come tutti gli altri utili, utilizzano flessibilità contrattuali per evitarla, rispetto alla riduzione massiccia del lavoro.

VTP è chiusa e lo sarà per molti mesi, e tutto l'indotto
economico e sociale del porto è in sofferenza e centinaia di lavoratori sono in CIG.

Le stesse Compagnie portuali sono in crisi per mancati avviamenti al lavoro e vanno trovate soluzioni strutturali alla loro crisi finanziaria.
Il lavoro nel porto deve avere nei diritti il suo rilancio, diritti per gli interinali, per i dipendenti e si deve ripristinare un equilibrio fra costi del lavoro, tariffe e avviamenti al lavoro.

La competitività del porto si regge su questo equilibrio.
Se a questo si aggiunge un D.L. rilancio che all’ Art. 199 che prevede di compensare il mancato lavoro per Covid attraverso sospensione dei canoni per le imprese e indennizzare le Compagnie di lavoro portuali.
Significa che l' emergenza è nazionale e non solo Veneziana, poi per nella conversione in legge spuntano emendamenti dei terminalisti che chiedono l'autoproduzione del lavoro da parte dei marittimi: Il che significa una altro colpo pesante contro il lavoro del portuali.

Queste sono le nostre preoccupazioni, sono i problemi su cui agire e non sono conciliabili con ulteriori ritardi sulle soluzioni

Questi sono i temi su cui ADSP deve in brevissimo tempo trovare la sua piena autorevolezza e operatività.

Deve essere chiaro a tutti che di questo vogliamo discutere e che i porti di Venezia e Chioggia non possono essere gestiti in termini di ordinaria amministrazione, e ci devono essere scelte straordinarie ma giuste e condivise.

.Dobbiamo da subito prevedere come agganciamo la ripresa che dovrebbe arrivare nei prossimi mesi o rischiamo di restare fermi mentre gli altri avanzano.

Le Istituzioni Locali ed il MIT hanno in mano le condizioni per scegliere il meglio per la portualità e per il territorio. Una responsabilità davanti a migliaia di lavoratori e centinaia di imprese.
Che sia la scelta giusta anche per il futuro del lavoro del porto a partire dalle risposte ai problemi di oggi.