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PORTI DI VENEZIA E CHIOGGIA- Mobilitazione il 23 gennaio in vista delle 72 ore di sciopero per salvare la portualità veneziana. Nella pagina il comunicato delle Segreterie di Venezia/Veneto FILT CGIL – FIT CISL – UILT UIL. Nella pagina il comunicato

Le notizie comparse negli ultimi giorni sui mezzi d’informazione relative alla portualità lagunare sembrano in qualche maniera ventilare una uscita per così dire “consolatoria” dal problema della mancata manutenzione dei canali di navigazione, dal connesso tema del conferimento dei fanghi e dalle possibili ripercussioni sui traffici e sul lavoro.
Infatti, dopo che Ocean Aliance aveva annunciato la soppressione della linea diretta Cina - Sud Est Asiatico - Venezia a partire da Aprile, causa l’inadeguatezza dei fondali con la perdita di potenziali 8500 teu a toccata, la dirigenza della compagnia armatoriale Cosco si è affrettata a dichiarare sulla stampa che con il potenziamento dei servizi di feederaggio (navi più piccole della nave oceanica soppressa) dal porto del Pireo o da quello di Malta la situazione del porto di Venezia potrebbe addirittura migliorare.
Ecco che allora tra chi ci ha pensato per tempo a fare accodi per il servizio di feederaggio, perché come dicono sul veliero Vespucci “non chi comincia ma quel che persevera”, buoni padri di famiglia e armatori che vogliono tranquillizzare la clientela per non perderla, si profila una specie di piano B per i containers e visto che le portacontainers sono le navi più grandi, in definitiva, per tutte le merci del porto.
Ma la questione è che i lavoratori del porto di Venezia e Chioggia e FILT CGIL - FIT CISL - UILT UIL non hanno nessuna intenzione di sentir parlare di piano B, perché B nel gergo sportivo e non solo significa retrocessione, arretramento mentre al contrario i porti di Venezia e Chioggia vogliono assolutamente restare nell’eccellenza visto che l’attività portuale è l’attività economica più importante della provincia e una delle più significative della regione con 20.000 lavoratori impiegati e insisteranno pertanto nel chiedere di rimuovere le cause che continuano a penalizzare il lavoro portuale.
Dunque non si torna indietro dalla manutenzione di tutti i canali perché i 12 metri del piano regolatore portuale di Venezia e i fondali di Chioggia devono essere conseguiti e rispettati.
Dunque non si torna indietro sulla spinta per la definizione del protocollo fanghi e del piano morfologico della laguna, strumenti che devono risultare realmente esigibili per avviare le attività di dragaggi e manutenzione immediata.
Dunque è ora di interrogarsi sul costo dei servizi nautici a Venezia e sulle agevolazioni che regioni confinanti concedono al trasporto ferroviario, fattori questi che contribuiscono a rendere più difficile operare a Venezia e Chioggia.
Dunque è anche ora di fare chiarezza sul rilascio delle concessioni in scadenza dei terminals, perché è impossibile per chi vuole impegnarsi a lungo tempo nella portualità prevedere investimenti entro i prossimi 2-3 anni.

Ma chi deve veramente interrogarsi per risolvere le problematiche, perché è il loro dovere, sono le istituzioni, la politica, il governo, che invece latitano da anni stretti tra contrapposizioni politiche, spinte elettorali e fanatismo ambientalista, mentre la portualità lentamente declina e si mettono in discussione i posti di lavoro.
Altra questione non affrontata da anni è quella della collocazione della crocieristica che dà lavoro a migliaia di veneziani e che è in progressivo lento arretramento, causa incertezza sul come e dove dovrebbe svolgersi.
Come FILT CGIL - FIT CISL - UILT UIL e lavoratori della portualità contribuiamo a fare chiarezza:
- Via le navi più grandi dal canale della Giudecca! Secondo quando previsto dal Decreto Clini-Passera e successive modifiche.
- Preservare il valore dell’eccellenza della stazione marittima a Venezia!
- Salvaguardare i posti di lavoro nel loro complesso.
Per tutte queste motivazioni FILT CGIL - FIT CISL- UILT UIL e i lavoratori dei porti di Venezia e Chioggia continueranno la mobilitazione con la previsione di 72 ore di sciopero già dichiarate e per il momento sospese in attesa che si concretizzino le dichiarazioni del ministro Costa.
Per tutte queste motivazioni manifesteremo giovedì 23 gennaio 2020 in occasione del convegno sui porti alla Heritage Tower a Marghera.
Giù le mani dalla portualità lagunare, giù le mani dai posti di lavoro, Venezia e Chioggia vogliono restare in serie A, tutte le navi che possono entrare con 12 metri di pescaggio devono poter entrare in sicurezza nei nostri porti!

Segreterie provinciali di Venezia/Veneto FILT CGIL – FIT CISL – UILT UIL