SCIOPERO E PRESIDIO A PORTO  MARGHERA DEI LAVORATORI DELLA LOGISTICA DELLA PROVINCIA DI VENEZIA NEL CONTESTO DELL’AGITAZIONE NAZIONALE DEL 14 GENNAIO La Filt Cgil di Venezia si mobilita con uno sciopero di 24 ore nella giornata del 14 /1/2019, per protestare contro il "Mobility pac " discusso ieri al parlamento europeo riguardante i nuovi tempi di guida e riposo per i conducenti di automezzi pesanti

. Infatti, nonostante prime tiepide risposte positive, il vero nocciolo della questione, verrà dipanato a fine gennaio, per cui teniamo in piedi questa giornata di mobilitazione. Devastanti sono i possibili scenari se venissero approvate le modifiche al regolamento europeo 561/96: i tempi di riposo per gli autisti di mezzi pesanti, sarebbero spostati su 3 settimane; sarebbe considerato tempo di riposo anche quello che gli autisti trascorrono a bordo del proprio mezzo quando sono su un traghetto o su un treno per poter raggiungere la propria destinazione; gli stessi autisti potrebbero andare in deroga ai tempi di guida con una semplice annotazione per raggiungere la propria destinazione estera (ogni autista sarà liberamente costretto a lavorare ancora di più senza sicurezza); ogni stato può dotarsi di differenti impianti legislativi per le infrazioni e si può applicare al massimo una infrazione (ovviamente applicheranno quella meno invasiva per le proprie aziende). I tempi di riposo spostati su tre settimane, indurranno gli autisti ad avere un affaticamento dal 20 al 33% superiore all'attuale ed il rischio del 4/5% superiore per gli incidenti. Questo è un problema non solo per gli autisti, ma anche per la comunità tutta e la sua incolumità, ma porterebbe nelle tasche degli imprenditori che si occupano di traffici su gomma internazionali, un risparmio di ben 785 milioni di euro. Ancora una volta dobbiamo sacrificare il bene e la sicurezza della collettività per il bieco interesse di pochi? Inoltre, con l'allargare i tempi di riposo, si avrà il fenomeno esponenziale del cabotaggio internazionale, finora arginato, ma se cadesse anche questo obbligo normativo, autisti provenienti dall'est europeo con normative previdenziali e salariali spropositatamente inferiori alle nostre, potrebbero tranquillamente soppiantare di fatto autisti ed aziende italiane effettuando dumping sleale.
In questi giorni il governo sta prendendo posizione tanto solertemente per difendere i confini del mare, ma non ha fatto nulla per difendere il lavoro dell'autista che grazie a questa modifica del regolamento europeo rischia di sparire in Italia e nella nostra Regione e Provincia.