In un argomento alquanto delicato come quello delle Grandi Navi in laguna, a nostro avviso, sarebbe bene mantenere un minimo di prudenza. Vogliamo sperare che il Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini - nel suo discorso agli stati generali del turismo che si è tenuto ieri in Campania-   abbia ascoltato qualche cattivo consigliere.

A Venezia la discussione si sta protraendo da anni e liquidare un difficile percorso con una infelice battuta può risultare molto pericoloso. La Cgil di Venezia nel suo ultimo congresso ha espresso una posizione tesa a tenere insieme salvaguardia dell'ambiente e occupazione. Ricordiamo a Franceschini che l'hub di Venezia è il primo nel Mediterraneo e che impiega più di 5500 lavoratori diretti e dell'indotto. Mettere in discussione questa realtà sarebbe devastante per il tessuto economico della città. Siano i tecnici a valutare la migliore soluzione per evitare il passaggio delle navi in Bacino. Resta ferma per noi - per difendere complessivamente l'occupazione e rilanciare il ruolo neoindustriale di Porto Marghera - la separazione tra il traffico commerciale e quello passeggeri. Siano la politca locale e nazionale a concertare le prospettive e le soluzioni, evitando facili slogan. Sicuramente non possiamo accettare che venga pesantemente ridimensionata la portualità turistica e la portualità nel suo complesso visto che è la prima industria della città, malgrado si pensi che il turismo abbia il primato. Invitiamo il Ministro a rivedere la sua posizione e ad aprire un confronto vero con la città su questa problematica che ha bisogno di linee guida forti e precise da parte della politica.