Lettera aperta al sindaco della città di Venezia a proposito di mezzi di trasporto e finanziamenti a disposizione del potenziamento del trasporto pubblico locale

Egregio, signor sindaco,

abbiamo letto le dichiarazioni riportate dalla stampa venerdì 17 luglio scorso in occasione del primo esame sul percorso del tram da Mestre a Piazzale Roma.  Vorremmo evitarci, come lavoratori e utenti, sulle modalità di trasporto che l’amaro risultato di scelte istituzionali sia la riduzione del trasporto pubblico locale. 

 La FILT CGIL, quando fu presentato a Padova, dall’allora sindaco della città Giustina Destro e dall’assessore alla mobilità Domenico Menorello, chiese e ottenne di poter partecipare alla spedizione che si fece a Clermont Ferrand per prendere visione del prototipo Lohr Spa.

 La FILT CGIL espose in modo dettagliato e chiaro, dopo la visita, tutti i rischi della sostituzione del progetto di tram tradizionale della Giunta Padovana precedente, con un mezzo fortemente innovativo, dalla livrea accattivante, ma dotato di pochi posti a sedere e dalle performance tecniche e di esercizio troppo delicate per un tragitto densamente popolato e con un sedime e percorso su un’asta cittadina (stazione FS – Guizza)di impronta medioevale.

 Quel prototipo fu acquistato con un contratto di servizio dalla Lohr Spa, nonostante le voci che sollevavano dubbi e perplessità. Dopo un decennio di esercizio a Padova e Mestre sono stati risolti molti problemi, diventando il tram Lohr sempre più affidabile, grazie all’impegno dei progettisti e dei lavoratori, ma non è certo immune da limiti strutturali. 

Il tram a Padova, dopo anni di messa a punto del prototipo Lohr, costituisce senz’altro un buon esempio di mezzo innovativo, che raccoglie un buon indice di gradimento e soddisfazione tra i trasportati.  

Mestre , ora dopo Padova, si avvia a rinunciare ai finanziamenti nazionali ed europei, destinati all’innovazione e il potenziamento dei sistemi di trasporto di massa. Riteniamo questa scelta, qualora fosse confermata, una scelta sbagliata e senz’altro allineata alle peggiori conferme di improvvisazione e superficialità sui temi del trasporto pubblico locale.

Ci saremo aspettati una severa analisi e valutazione costi e benefici della possibile rinuncia ai fondi europei di cofinanziamento dello sviluppo di rete e mezzi dedicati al trasporto pubblico locale. Ci saremo aspettati una proposta mirata, con un calcolo economico sociale, alla possibile sostituzione di un mezzo trasportistico con un altro.

Riteniamo che il tram con tutti i limiti, che bene conoscono cittadini utenti e lavoratori, sia in condizione di offrire un servizio di qualità, con tempi di percorrenza certi, con una maggiore velocità commerciale di mezzi che viaggiano in modo promiscuo con il traffico privato.