PANSAC INTERNATIONAL- L'INCONTRO AL MINISTERO DEL LAVORO FINISCE NEL PEGGIORE DEI MODI. NIENTE AMMORTIZZATORI SOCIALI E LICENZIAMENTO PER 200 DIPENDENTI. Oggi 29 maggio 2015 si sono incontrati, presso il Ministero del Lavoro, la Pansac International con le segreterie nazionali e territoriali per espletare la procedura di messa in mobilità dei lavoratori della Pansac

Il tentativo da parte delle OO.SS. è stato quello, tra le maglie delle disposizioni di legge, di trovare una soluzione per allungare ulteriormente il periodo di cassa integrazione e quindi scongiurare il prossimo licenziamento.
Sapevamo già che l’ottenimento di un’ulteriore proroga sarebbe stato molto difficile e infatti abbiamo avuto un’amara conferma. Grazie alla riforma degli ammortizzatori sociali voluta da questo governo, la possibilità di richiedere un’ulteriore proroga non è percorribile quindi dal 13 giugno prossimo quasi 300 lavoratori verranno licenziati e messi in mobilità.
Per la provincia di Venezia il bilancio è molto pesante considerando che verranno messi in mobilità 200 lavoratori dello stabilimento di Mira, 15 dello stabilimento di Portogruaro e 25 dello stabilimento di Marghera.
È sicuramente il triste epilogo di una vicenda che ha avuto dell’inverosimile; il depauperamento di un gruppo industriale di eccellenza ha visto protagonisti un proprietario che è addirittura finito in galera per bancarotta fraudolenta, amministratori delegati incapaci e improbabili agevolati dall’attendismo del Ministero dello Sviluppo Economico. Successivamente è arrivato, purtroppo in ritardo, il commissariamento del gruppo che però, pur con buona capacità, è riuscito solo parzialmente a salvare alcuni stabilimenti e parte dei posti di lavoro.
Il prezzo ultimo pagato da 240 famiglie nella provincia di Venezia è la perdita del posto di lavoro e una situazione molto precaria di reddito famigliare in un territorio, quale è quello veneziano, ancora fortemente colpito dalla crisi e sicuramente non protagonista delle mirabolanti cifre di fonte governativa sulle nuove assunzioni.
Questa triste vertenza si aggiunge a molte altre nel territorio, basti ricordare la Vinyls, la Montefibre, la Sirma e tante altre piccole aziende del distretto del vetro di Murano e della calzatura, e deve far profondamente riflettere tutto il mondo politico ed istituzionale anche a fronte delle tornate elettorali nel comune di Venezia e nella Regione. I posti di lavoro non si creano attraverso incentivi o abbassando le tutele e i diritti dei lavoratori, i posti di lavoro si creano attraverso una seria politica di industrializzazione del territorio.