Quanto sta avvenendo a Murano in queste settimane non ha precedenti, quattordici lavoratori ex Formia sono stati esclusi per vizi procedurali dall’affitto di ramo d’azienda fatto dall’allora Formia a favore della Murano Luxury, trovandosi licenziati e senza nessun sostegno.

 Questo dopo che la Filctem Cgil di Venezia aveva impugnato tale provvedimento e il giudice del lavoro di Venezia aveva decretato la non validità del licenziamento, obbligando la parte affittuaria del ramo d’azienda a reintegrare i lavoratori estromessi. Dopo sette mesi questi lavoratori sono ancora in balia di se stessi e del proprio destino. Se da una parte non possono chiedere l’applicazione del sussidio di mobilità perché reintegrati, dall’altra la nuova società non li ha mai richiamati e non li paga. Tutta colpa di un sistema che sembra tutelare i soliti furbetti e che evidenzia quanto poco garantito sia oggi il mondo del lavoro.

Come è possibile pensare di lasciare questi lavoratori per quasi sette mesi senza stipendio? Ci chiediamo fino a che punto possa arrivare il grado di sopportazione di una persona che non riesce a garantire alla propria famiglia un sostegno, ci chiediamo fino a che punto bisogna arrivare prima che questo sistema venga cambiato radicalmente garantendo a chi subisce questi grandi torti un po’ di giustizia.

E’ troppo semplice nascondersi dietro a giustificazioni o a procedimenti legali. Qui qualcosa non torna e ce ne rendiamo conto quando a gestire queste situazioni sono le OO.SS che molto spesso diventano gli unici soggetti con cui prendersela, forse perché sono gli unici a metterci la faccia. Chi si è reso responsabile di questa situazione ora non vive le difficoltà economiche di questi lavoratori e tantomeno si preoccupa della loro condizione, ma allora ci si domanda cosa sia giusto fare per ridare agli stessi lavoratori quella dignità che gratuitamente si sono visti togliere.

La Filctem Cgil di Venezia crede indispensabile procedere con azioni mirate a far smuovere la sensibilità di un’opinione pubblica e istituzionale, che sembra indifferente a quanto sta avvenendo oramai da anni all’interno di un distretto produttivo che in tempi passati sapeva far sognare. I lavoratori in molte aziende vengono trattati come numeri, in balia di imprenditori che in nome e per conto di una crisi che non abbiamo voluto noi, pensano di poter rendere schiavi coloro che invece hanno donato se stessi per fare di Murano qualcosa di cui andare orgogliosi.

E’ chiaro, tornando a questi quattordici lavoratori, che la Filctem Cgil di Venezia non starà a guardare, metteremo in moto un’occupazione di fabbrica fino a che non avremo risposte concrete su quale futuro ci aspetti e soprattutto sulle modalità con cui i lavoratori verranno pagati.

Non ne facciamo un problema personale, ma questa vertenza diventerà la vertenza di Murano, coinvolgendo tutti i lavoratori del distretto e rendendoli partecipi di questa vertenza.

 

La Segreteria Filctem Cgil di Venezia