La situazione a Murano ormai è arrivata ad un punto in cui produrre vetro, senza esagerare è impossibile. Lavoratori con alte professionalità inimitabili in tutto il mondo vivono con la cassa integrazione o arrivano al puro licenziamento.

 

Come accaduto ai 4 addetti della Venini, subito l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione con la Damiani gioielli, lasciati a casa con comunicazione scritta, il giorno prima delle vacanze di Pasqua.

Un connubio da cui tutti si aspettavano una svolta in positivo, magari perfino con la creazione di nuova occupazione. E la cui prima mossa è stata invece quella di licenziare.

Il lavoro a Murano sta diventando una forma apparente, siamo considerati quasi dei fantasmi, nel completo disinteresse istituzionale e nazionale di una produzione storica e riconosciuta in tutto il mondo.

Numerosi imprenditori lottano tra mille difficoltà per tenere la produzione del vetro a Murano, mentre ce ne sono altri che costruiscono alberghi al posto delle fornaci e sale espositive per vendere prodotti di vetro dalla dubbia provenienza.

Non possiamo e non accettiamo che un distretto di così importante valore venga depauperato o venga visto solo come un’opera di commercializzazione del prodotto e non di realizzazione artistica vera e propria del vetro di Murano.

C’è qualcuno che dice che la nostra storia, la nostra professionalità quindi il vetro di Murano sia da riconoscere come patrimonio dell’Unesco.Invece sul piano internazionale l’ultimo provvedimento europeo è stato quello di chiedere la restituzione con gli interessi degli sgravi fiscali prima concessi.

Un colpo che ha costretto molti alla chiusura.

Che ha messo in ginocchio molte produzioni, riducendo all’osso maestranze e piazze in tutta l’isola, che ha fatto scomparire intere lavorazioni, di modo che oggi ci sono oggetti che non potranno più essere riprodotti.

Al posto delle fornaci aprono botteghe, alberghi, sale espositive e chiudono aziende quasi quotidianamente, mentre a volte capita che arrivino sull’isola marchi noti in tutto il mondo, che acquisiscono importanti aziende del vetro con nomi importantissimi per licenziare subito i lavoratori.

Per questi motivi e per tantissime altre ragioni noi non ce la sentiamo di lasciar andare alla deriva una cosa di così grande valore per il nostro territorio.

Martoriato dallo scandalo Mose e lasciato andare a se stesso.

Per questo venerdì mattina alle ore 9.30 indosseremo tutti una maschera bianca in segno di forte protesta con un sistema che non ci riconosce e sfileremo per l’isola veneziana.

Manifesteremo al centro dell’isola, sopra il Ponte Longo.

Sperando che questa cosa venga vista in tutto il mondo, affinché il nostro grido di disperazione venga colto e ci sia un ritorno all’interesse a mantenere in piedi queste attività che tengono ancora in alto il nome e il valore della nostra nazione e del nostro territorio.

Invitiamo tutti quelli che hanno possibilità di darci rilevanza e darci la possibilità di denunciare questo profondo disinteresse istituzionale che ci sta trattando proprio come dei fantasmi.