Intervistato da Lucia Annunziata su  Rai 3 nella trasmissione "In mezz'ora"  l’amministratore delegato Eni, Claudio Descalzi a pochi giorni dallo sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti del cane a 6 zampe, NON DA' RISPOSTE CONCRETE AL FUTURO DELLA CHIMICA ITALIANA

Continua a voler far credere di essere interessato a fare investimenti di carattere produttivo. Quando i suoi programmi vanno a tutt'altra parte e rappresentano solo il passaggio finale di una catena di scelte politiche, secondo noi scellerate e distruttive, messe in atto anche dai precedenti amministratori delegati di questa società.

Descalzi afferma che non ci sono soldi per investire sulla chimica verde. E che per forza di cose occorre fare ricorso a non meglio specificati fondi stranieri, se si vuole sviluppare nuovi progetti.

Ma allora perché Eni ha trovato i soldi per estrarre gas e per portare avanti gli affari che riguardano la commercializzazione dei prodotti raffinati, mentre questo non è accaduto per la chimica di base e non sta accadendo per la chimica verde?

E perché quando Eni lo ha ritenuto opportuno ha perfino fatto ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti, perciò a fondi di carattere pubblico, per sostenere i suoi affari?

Come mai non si è pensato prima a strade alternative che evitassero la perdita di 10 mila posti di lavoro dal 2000 ad oggi, come sostenuto dal ceo Eni e oggi si vuol far credere che questa emorragia occupazionale sia stata conseguenza inevitabile di avverse condizioni economiche e di mercato?

Come si può affermare di non riuscire a governare gli eventi a livello internazionale, se sistematicamente si va ad incidere con molta determinazione, solo laddove non si toccano gli interessi strettamente economici della società, mentre al resto si dà “il ben servito” con tanta facilità, come ai posti di lavoro e alle imprese che servono alla crescita, al benessere e allo sviluppo del nostro paese?

Perché Descalzi evita apposta di pensare alle opportunità che potremmo avere se le nostre attività di chimica di base fossero casomai cedute a compagnie realmente interessate a mantenere nel nostro paese le eccellenze italiane, che ci permettono di crescere e guadagnare tutti, a livello generale, come sistema?

Se veramente ci sono idee e strategie, l’ad dovrebbe anche essere capace di attuarle e non di mendicare soldi da altri soggetti economici.

Altrimenti noi pensiamo che chiunque, alla luce delle sue frasi, potrebbe fare l’amministratore delegato. Basta essere in grado di trovare soci investitori, qualsiasi attività si può realizzare.

Non importa pensare alle conseguenze occupazionali, non importa curarsi delle ricadute su tutto il sistema, del lavoro alle imprese.

Si possono considerare strategici piani che hanno l’obiettivo di cedere a fondi stranieri o “dismettere opportunisticamente” produzioni italiane, com’è stato detto qualche giorno fa, al tavolo delle trattative romane?

Questo è un momento importante, propizio per coinvolgere chi intende investire sulla chimica, perché le condizioni sono favorevoli. E semmai lo Stato italiano dovrebbe adesso facilitare l’investimento nei nostri impianti, anche ad altre società europee, attraverso sgravi fiscali o incentivi di questo tipo.

Quindi crediamo ci voglia un po’ di pudore. Qui ci sono responsabilità vere e proprie che hanno destabilizzato, smantellato, dismesso le nostre attività produttive.

Oggi gli autori della situazione che abbiamo ereditato (Descalzi è solo l’ultimo dei "responsabili") dovrebbero avere la coscienza di dare tutto in mano a qualcuno di serio e ritirarsi, continuando i propri affari all’estero, se lo ritengono. Senza permettersi il lusso di spazzare via le attività italiane.

Questa sarebbe la vera opportunità.

Non ci meritiamo questi amministratori delegati. Non vogliamo più un’azienda che non ha rispetto delle proprie attività e dei propri lavoratori. Abbiamo bisogno di leader che pensano alle nostre società e al bene del paese. Perché questa maniera di condurre l'economia in Italia, non ci ha portato e non ci porterà da nessuna parte. Forse a mendicare ancora, continuando a svendere i gioielli e le eccellenze storiche del nostro Paese.



E' convocata un assemblea retribuita per tutti i LAVORATORI GIORNALIERI , TURNISTI e SEMITURNISTI dell’Area Chimica, Energia-Petrolio e Aziende Coinsediate della medesima area contrattuale
operanti nell’area di Porto Marghera e di  tutte le aziende del gruppo Eni Spa e controllate: R&m Raff. Di Venezia, Petroven, Retail G&P, Saipem, Tecnomare, Eni servizi, Eni Coorporate, Syndial , Versalis
e Spm Scarl, Per il giorno Mercoledì 20 gennaio 2016 alle ore 14.00 presso il Capannone Sindacale di Syndial Spa.
Sarà presente il Segretario Nazionale Cisl Giuseppe FARINA.

Tutti i lavoratori e le lavoratrici del gruppo Eni, nella medesima giornata, aderiranno allo sciopero nazionale di 8 ore indetto dalle Segreterie Nazionali di Categoria.