Il 3 novembre le RSU di Porto Marghera si sono riunite e, a valle di quanto ha dichiarato Eni ed alla profonda incertezza che da tempo purtroppo fa gravare nel sito di Porto Marghera, le RSU hanno deciso di proclamare uno sciopero. Nella pagina il comunicato

La RSU apprende con amarezza le dichiarazioni del 30 u.s. dell'amministratore delegato di ENI Claudio Descalzi, in merito al destino di Versalis.

Dov'è la coerenza? La presentazione del piano industriale 2016-18 prefigurava la speranza di una svolta epocale: la Green Chemistry! Oggi ENI inganna e tradisce chi confidava in quei progetti. ENI sa bene che non potrà garantire l'occupabilità, né i nuovi processi, quando la maggioranza delle quote azionarie di Versalis transiteranno a un gruppo finanziario straniero che, in una logica di Private Equity, avrà come unica mission lo sfruttamento degli impianti disponibili limitatamente a questa particolare congiuntura economica, per poi condurli senza tentennare alla loro inevitabile dismissione. Cosa ben diversa dalla prospettata avventura condivisa su obiettivi di sviluppo industriale.

ENI si sta prendendo gioco di 5500 lavoratori e delle loro famiglie!

In questo mesto percorso ENI potrebbe essere accompagnata dal sostegno e il benestare del Governo che, per far cassa e provvedere alla già annunciata riduzione delle tasse, non esiterebbe a mettere vergognosamente a rischio i salari dei lavoratori di Versalis.

Pare che ENI e il Governo cambino strategia con l'abilità di un prestigiatore!

La RSU, seriamente preoccupata, chiede alle segreterie nazionali di farsi portavoce del profondo disagio che a Porto Marghera si sta già traducendo in azioni di sciopero programmato per il giorno 6 novembre 2015 con la seguente modalità:

TURNISTI: DALLE ORE 6.00 ALLE 14.00

CON MODALITA’ CONSUETUDINARIE E ABBASSAMENTO AL MINIMO TECNICO DEGLI IMPIANTI.

Questa sarà la prima di una serie di manifestazioni e iniziative che avranno il tenace intento di scongiurare quanto si sta pericolosamente configurando. La nostra volontà è portare alla luce, in modo risoluto, l'inadeguatezza dei principali attori di questa tragica commedia, a meno che non giungano solide rassicurazioni da parte di ENI, di non voler ripercorrere le gravi situazioni di un recente passato.