VETRO MURANO- Settembre caldo per le trattative in corso. Il comunicato della Filctem Cgil "Non occorre aspettare settembre per capire che Murano, nonostante le imprese cerchino di far finta di nulla, sarà un mese molto caldo.

La situazione che purtroppo si sta prefigurando a Murano rischia di essere la peggiore degli ultimi 5 anni perché oggi le aziende stanno iniziando a licenziare evitando qualsiasi confronto con la FILCTEM CGIL di Venezia che da sempre è stata in grado, oltre che di gestire le problematiche dovute ad una crisi di settore profonda, anche di proporre strade alternative che dessero la possibilità di salvaguardare l’occupazione.
È il caso, ad esempio, della Nason & Moretti dove una lavoratrice part-time in cassa integrazione oramai da 5 anni, si è vista recapitare a casa una raccomandata con invito a presentarsi presso la Direzione Territoriale del Lavoro perché l’azienda ha tutte le intenzioni di lasciarla a casa; sfugge alla FILCTEM CGIL di Venezia la reale motivazione per cui l’azienda in maniera unilaterale ha deciso di intraprendere la strada del licenziamento.
La Murano Lab, oggi in mano al sig. Voltolina Andrea, è un’altra azienda che, nonostante i ripetuti incontri fatti in Provincia, è a rischio chiusura mettendo così di fatto in strada 8 persone a cui già da due mesi non viene erogato il proprio stipendio.
La cosa ci sembra assai strana visto che i soldi per pagare i lavoratori non ci sono ma poi veniamo a conoscenza che il sig. Voltolina riesce a finanziare la Regata di Venezia ed essere sponsor della Reyer di Venezia, oggi proprietà del Sindaco di Venezia il quale dovrebbe far comprendere a questo imprenditore che prima di tutto vengono i lavoratori.
Ci stiamo già attivando per chiedere un incontro in Commissione Lavoro presso il Comune di Venezia e chiederemo che sia presente anche il sindaco Brugnaro il quale, avendo un’azienda produttrice di vetro a Murano, dovrebbe essere molto sensibile ai temi che andremo a presentare.
Il rientro in settembre dei lavoratori oggi non è così scontato, molte aziende denunciano la mancanza di lavoro oltre ad avere dei costi aggiuntivi di svariate centinaia di migliaia di euro per rimborsare ciò che la Comunità Europea ha definito “aiuti di Stato illegittimi” riferendosi allo sconto che le aziende avevano avuto sul gas.
Anche per questi motivi molte aziende hanno dovuto indebitarsi ulteriormente e ciò che più preoccupa è che oggi non si sa come andrà a finire.
Come sempre ci metteremo a disposizione per dare una mano nel trovare le soluzioni più idonee nel salvaguardare l’occupazione, augurandoci di non dover aprire uno stato di agitazione generale qualora le aziende continuassero a licenziare senza aver avuto la voglia di relazionarsi con chi all’interno di quel distretto ci ha sempre messo la propria rappresentanza e rappresentatività".