Stampa

Oggi 21 luglio 2015, il mondo del lavoro esprime una profonda amarezza e rabbia dopo l’ennesimo infortunio mortale accorso ad un lavoratore in appalto del Petrolchimico di Porto Marghera. Un lavoratore di 53 anni che all’improvviso svolgendo il proprio lavoro perde la vita.

 

L’incidente mortale verrà valutato da tutti gli organi competenti che sapranno dare risposte alle dinamiche che hanno causato questo grave lutto, ma l’amarezza di apprendere queste funeste notizie viene alimentata dai richiami, dalle denunce e dalle discussioni anche a livello istituzionale che le OO. SS. sollecitano di continuo.

Non più tardi di un paio di mesi fa le organizzazioni sindacali di categoria avevano richiamato l’attenzione del Prefetto di Venezia sui continui cambi di appalto nel perimetro del petrolchimico e della raffineria di Venezia sottolineando la pericolosità di logiche al continuo ribasso sull’aggiudicazione degli appalti, che trovano facile strada nel ridurre le tutele per quanto riguarda la sicurezza e l’ambiente dei lavoratori.

Tutto questo anche a causa della mancanza di un protocollo che obblighi le parti al vincolo della clausola sociale che vincola le aziende subentranti a farsi carico del personale occupato presso le imprese che hanno perso l'appalto.

Oggi ci troviamo ancora a porci i dubbi sull’efficacia delle politiche e delle regole sull’appalto di un gruppo come l’Eni aggravati dalla morte di un altro lavoratore.

Come FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL di Venezia non vogliamo aggiungerci al coro di chi protesta dopo che l’incidente è già avvenuto ma spiegare per l’ennesima volta che c’è un sistema che non funziona del tutto, che non permette un’efficace prevenzione e controllo nel mondo degli appalti.

Più volte abbiamo sollecitato il gruppo Eni e le principali aziende di appalti a sedersi ad un tavolo e trovare nuove regole che finalmente tutelino a pieno i lavoratori attraverso azioni di prevenzione, attraverso piani formativi, attraverso il controllo della spesa nei bilanci aziendali sotto la voce sicurezza e ambiente.

Purtroppo c’è sempre un’inerzia nell’affrontare questi argomenti perché ancora oggi la sicurezza dei lavoratori viene considerata un costo e non una opportunità.

La FILCTEM CGIL, la FEMCA CISL e UILTEC UIL di Venezia ribadiscono tutta la loro convinzione e la loro forza nel contrastare fenomeni di aggiudicazione degli appalti poco chiari e poco tutelanti.

In ragione di tutto ciò le organizzazioni sindacali sono pronti ad aprire un tavolo di discussione con le istituzioni locali, gli enti di prevenzione, le aziende e il Prefetto per affrontare questo problema che come vediamo se non discusso con serietà e determinazione ci trova ad esporre i lavoratori ad un pericolo continuo.

 

In ragione di tutto ciò la FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL di Venezia ed il coordinamento RSU del Petrolchimico,

proclamano un’ora di sciopero per il giorno 22 luglio 2015

per tutti i lavoratori chimici giornalieri dell’area petrolchimico Porto Marghera

a partire da inizio giornata lavorativa.