SCIOPERO DELLA MENSA DI POSTE ITALIANE A MESTRE. I LAVORATORI DELLA UNILABOR / TEBET DELLA MENSA CONTRO LE INACCETTABILI MINACCE DELL'AZIENDA. "Ancora una volta soprusi" . Nuovo presidio venerdì 22 novembre davanti alla sede di Poste Italiane In via Torino a Mestre

I lavoratori e le lavoratrici addetti al servizio ristorazione operanti presso la cucina e mensa al Centro Polifunzionale delle Poste Italiane a Mestre, hanno deciso di incrociare le braccia, proclamando a partire dal giorno 19 novembre 2019, lo sciopero a oltranza, finché la nuova azienda - TEBET
subentrata in affitto di ramo d’azienda a posto della società UNILABOR -anticiperà parte dello stipendio corrente ai lavoratori, cosa che era stata concordata ma non avvenuta.
Facciamo presente che, i dieci lavoratori e lavoratrici impiegate in appalto, avanzano dalle suddette società (che attualmente sono in procedura di concordato preventivo), la quattordicesima mensilità che ad oggi non è stata erogata, oltre che le mensilità di settembre e ottobre 2019.
In oltre, da una verifica all’INPS, risulta che, non sono stati versati i contributi previdenziali da oltre sette mesi.
L’azienda TEBET, considerando la difficile situazione, si era dichiarata disponibile ad anticipare alle maestranze il 70% dello stipendio del mese corrente, cosa che sarebbe dovuta accadere entro lo scorso 15 novembre 2019, il che, non è avvenuto. Nonostante le nostre rimostranze, la società non ha erogato nessun anticipo, minacciando inoltre, atti di ritorsione sull’erogazione dei prossimi stipendi se i lavoratori entravano in sciopero.
Denunciamo la situazione anche all'Ente Poste Italiane in quanto responsabile in solido del disagio che i lavoratori e le lavoratrici stanno subendo, situazioni, ormai non nuove in questo appalto.
L'azione di protesta sindacale continuerà in forma di sciopero anche nei prossimi giorni, sino al ricevimento delle proprie spettanze salariali.

FILCAMS CGIL Metropolitana Venezia