Oggi le lavoratrici e i lavoratori dell'ipermercato Auchan di Mestre sono in sciopero per respingere i licenziamenti che l'azienda vorrebbe fare. Lo sciopero, inizialmente proclamato contro la disdetta del contratto integrativo, appare ancor più necessario visto l'avvio della procedura di mobilità da parte del gruppo per 1426 dipendenti su un totale di 11422 nel territorio italiano. Nell'ipermercato di Mestre vengono dichiarati 65 esuberi, tutti semplici addetti con l'esclusione totale dalla procedura di capi reparto, capisettore, settore staff/servizi e settore direzione

Questa è una decisione prepotente, arrogante e autoritaria, dopo quasi 7 anni di crisi economica scelte sbagliate da parte del management aziendale vengono fatte ricadere sui semplici addetti, che già molto hanno dato per attenuare il calo di fatturato.
Negli ultimi anni la direzione di ipermercato ha disdetto ogni forma di accordo e prassi interna in ipermercato, a partire dal riconoscimento delle pause retribuite, perché questo “avrebbe permesso” di recuperare produttività. E da ultimo il contratto integrativo aziendale che cesserà i suoi effetti dal 1 luglio.
Ma a loro non basta! E oggi si vogliono licenziare 65 persone!!!
Fino a qualche mese fa in Auchan a Mestre si assumevano lavoratori somministrati per coprire i presidi necessari. Ma cosa è cambiato? Come mai improvvisamente una dichiarazione di 65 esuberi?
Questa dichiarazione di esuberi è vera e propria RAPPRESAGLIA a fronte del rifiuto da parte di FILCAMS, FISASCAT e UILTuCS a livello nazionale di accettare queste richieste:
− sospensione del CIA;
− sospensione del pagamento della quattordicesima mensilità intanto per il 2015;
− demansionamento di un livello per tutte/i le/i addette/i, da effettuare strutturalmente per i punti vendita del Sud Italia.
Si vogliono dipendenti sottopagati, questa è la verità. Nessuna possibilità di discussione su strumenti alternativi, tra i quali ammortizzatori sociali, e nessuna garanzia di salvaguardia dell'occupazione nel caso di un eventuale accordo! Prendere o lasciare!!
E non si dice nulla sulle liberalizzazioni degli orari di apertura? Solo maggiori costi di esercizio per le aperture sette giorni su sette dei centri commerciali, senza aumento delle vendite. E oggi questi costi aggiuntivi si vogliono far ricadere sui dipendenti!
NOI NON SIAMO ESUBERI!!!
Nessun licenziamento deve essere fatto all'ipermercato di Mestre e si devono affrontare i problemi della crisi in modo serio a partire dalle scelte sbagliate della società in questi ultimi anni!!