Riparte in questi giorni la campagna della Filcams Cgil e della Cgil Metropolitana di Venezia per ottenere l'assegno di disoccupazione per i lavoratori del turismo. La campagna a livello nazionale si chiama #summerwar e i #Fantastici400mila

I lavoratori stagionali - oltre a sobbarcarsi ore e ore di lavoro spesso fuori regola- devono fare i conti con le penalizzazioni derivanti dalla Naspi (vedi scheda alla fine della pagina) che sembrano destinate a rimanere. Il Governo infatti, anche dopo le numerose proteste di sindacati e imprese ha deciso di "regalare" un mese di indennità di disoccupazione in più a quei lavoratori che abitualmente lavorano almeno 6 mesi l’anno e che ora per effetto delle nuove norme si troveranno un sussidio dimezzato rispetto al passato (3 mesi di copertura contro 6). Nel litorale Veneto le possibilità di avere rapporti di lavoro stagionali di 8 mesi sono praticamente inesistenti.
Una soluzione che però viene contestata fortemente dalla Cgil che richiede a gran forza di rivedere il testo normativo perchè vengano tenute in considerazione le specificità del lavoro stagionale estivo. "Riprendiamo questa campagna - afferma Boris Brichese della Filcams di Venezia- perchè l'indennizzo mensile nei periodi di disoccupazione deve rappresentare un' opportunità e non puro assistenzialismo. Quindi vanno bene i percorsi di riqualificazione e ricollocazione attiva, ma che succede nel momento in cui un lavoro invernale non si trova nelle località balneari o nei comuni limitrofi?"
I problemi, come si vede sono molti, perché la stagionalità estiva nel litorale veneto rappresenta un sistema molto fragile.

"La Cgil continuerà a stare al fianco di questi lavoratori - continua Brichese- li invitiamo a venire nelle nostre sedi per verificare la loro posizione. Nello stesso tempo stesso tempo la Cgil proseguirà il confronto con tutti gli attori istituzionali e politici perchè si possa raggiungere una modifica legislativa che tenga conto dello status di lavoro stagionale”.

Lanciando la campagna della Filcams il segretario nazionale Cristian Sesena dice che se fossero confermate le indiscrezioni sulle iniziative del Governo. Saremmo di fronte ad un palliativo inefficace e davvero distante anni luce dalle nostre richieste. Si continua a considerare quasi 400mila lavoratori del settore turismo come soggetti cui concedere una forma di assistenzialismo e non soggetti strategici su
cui investire".
Le organizzazioni sindacali durante le audizioni in commissione lavoro alla Camera avevano chiesto estendere anche all'anno in corso le tutele previste per il 2015 e l'apertura di un contestuale tavolo di confronto per definire in modo condiviso una soluzione strutturale, richieste in linea con quanto previsto dal Piano Strategico per il Turismo in via di approvazione. "Il Governo si è impegnato su più fronti a individuare una soluzione al problema dei lavoratori stagionali: la soluzione in discussione non è una risposta accettabile . In questi mesi le proposte non sono mancate; alcune sono confluite in una proposta di legge. Ripartiamo da qui e discutiamo. Ma nel frattempo non si può affamare centinaia di migliaia di famiglie incolpevoli e affossare interi sistemi turistici locali soprattutto al Sud".

* Naspi è una prestazione economica, istituita dal 1° maggio 2015, che sostituisce l’indennità di disoccupazione denominata Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI). È una prestazione a domanda, erogata a favore dei lavoratori dipendenti che abbiano perduto involontariamente l'occupazione, per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° maggio 2015. La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e presentano questi requisiti:
• si trovino in stato di disoccupazione
• abbiano almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti alla disoccupazione
• abbiano 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.
L’indennità mensile NASpI è pari al 75% della retribuzione mensile media degli ultimi quattro anni utili fino a 1.195 euro, più il 25% della differenza tra tale importo e la retribuzione effettiva media, fino ad un importo mensile massimo spettante di 1.300 euro. L’importo mensile massimo cambia rispetto a quello previsto per l’indennità AspI, passando da 1.165,58 a 1.300 euro lordi