Ancora incidenti mortali sul lavoro. Nell’ultima settimana due lavoratori sono deceduti in due diversi incidenti sul lavoro nella nostra provincia: altre persone che non tornano a casa al termine della propria giornata lavorativa. E ancora una volta sono lavoratori delle ditte in appalto.
Da quando la crisi pandemica ha allentato la sua morsa e le attività produttive hanno ripreso la risalita, siamo costretti ad assistere e piangere per il susseguirsi di morti e infortuni gravi, spesso per la mancanza del rispetto delle norme di sicurezza, per la precarietà lavorativa e per la continua rincorsa al lavoro senza una minima garanzia e tutela.

I dati dei giorni scorsi ci dicono che anche Venezia e il Veneto non sono esclusi da questa drammatica conta.
Non ci accontentiamo più dell’indignazione, è il momento di cambiare passo e di passare dalle parole ai fatti concreti. Per costruire una cultura radicata della sicurezza sul lavoro bisogna superare l’idea che la salute e la sicurezza delle persone siano un costo. Serve proseguire quanto come sindacato abbiamo già avviato nei luoghi di lavoro attraverso l’importante apporto dei delegati e dei rappresentanti alla sicurezza, verso la consapevolezza che si tratta di elementi di civiltà e di tutela.
Servono nuovi e indifferibili investimenti in innovazione e una forte campagna di formazione in tutte le aziende di qualsiasi dimensione sui temi della salute e sicurezza. Servono maggiori controlli che impediscano che la pratica degli appalti al maggior ribasso aumenti la precarietà e l’irregolarità a favore dei profitti ma a discapito dei lavoratori.
Chiediamo che la Regione Veneto intervenga velocemente anche mediante assunzioni di personale per il potenziamento degli Spisal nelle Ulss, così come va potenziato l’organico degli Ispettorati al Lavoro.
Questo tema è una vera priorità. Quanto fatto fino ad oggi non basta: sono le morti continue a dimostrarlo.
Servono inoltre interventi più stringenti e maggiormente sanzionatori anche a livello normativo nazionale a cominciare dall’inasprimento delle pene per situazioni che spesso non possiamo definire morti bianche.
Come CGIL CISL e UIL di Venezia chiediamo pertanto al Prefetto di Venezia, alle ULSS veneziane e alle Direzioni degli Spisal la convocazione di incontri urgenti per condividere tutte le azioni possibili e combattere così questa tragica emergenza; avvieremo una campagna in tutti i luoghi di lavoro per un’ulteriore sensibilizzazione e mobilitazione su questi temi.

Segreterie CGIL CISL UIL Venezia