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"La situazione del trasporto pubblico veneziano è molto preoccupante e rischia di andare fuori controllo, come dimostrano le aggressioni subite dai lavoratori sabato scorso, con alcuni di loro costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
Si vuol far passare l'idea che i problemi derivino dalla reazione dei sindacati alla decisione di disdire il contratto integrativo da parte dell'AVM.
La disdetta è indubbiamente una scelta grave, ma che nulla ha a che fare con quanto sta accadendo in questi giorni.

La causa delle tensioni, in particolare nei giorni prefestivi e festivi, dipende molto semplicemente dalla riduzione dei servizi e delle corse, giustificata - secondo l’azienda - da una supposta difficoltà economica, che però è stata significativamente attenuata dai ristorni decisi dal Governo nazionale.
Per risolvere il problema non basta aumentare fino all’80% la capienza dei mezzi, consentita dall'ingresso in zona bianca. Occorre tornare all'orario estivo, aumentando le corse.
Non è facile, e le difficoltà sono sempre legate a scelte aziendali. Il blocco del turn over e la mancata assunzione dei lavoratori stagionali necessari ha reso il personale totalmente insufficiente a garantire le corse.
È una situazione inaccettabile: Venezia ha diritto ad avere, sia nella città d’acqua che in terraferma, servizi di trasporto degni per i suoi cittadini e per i lavoratori che vi operano, oltre che per garantire il flusso turistico che sta tornando a livelli pre pandemici. E questo non può avvenire attraverso le esternalizzazioni alle aziende private, che si sono dimostrate non in grado di rispondere alle esigenze della città. Il compito è in capo all'azienda veneziana di trasporto pubblico, se si vuole davvero garantire il diritto costituzionale alla mobilità. Non c'è nessuna emergenza cui fare fronte, ma una normalità da assicurare.
È urgente, a questo punto, un intervento deciso da parte del Comune, proprietario dell'azienda e da parte del Prefetto.
È inaccettabile incolpare lavoratrici e lavoratori, adombrando addirittura tentativi di sabotaggio.
La responsabilità è tutta di chi, in AVM, programma e gestisce i servizi di trasporto".

Ugo Agiollo, Segretario Generale CGIL Venezia