Sta diventando sempre più insostenibile la gestione delle residenze per gli anziani. La Cgil di Venezia, con lo Spi e la Funzione Pubblica stanno monitorando la situazione di Sereni Orizzonti che è venuta alla luce in queste settimane nel Veneto. Lo sguardo è rivolto principalmente ai nostri anziani ma anche alle situazioni sempre più precarie dei lavoratori. E' stato chiesto un incontro urgente ai Sindaci competenti nel territorio: Marcon, Cinto Cao Maggiore e Torre di Mosto . NELLA PAGINA IL COMUNICATO della Camera del Lavoro di Venezia insieme a Funzione Pubblica e Sindacato Pensionati.

SERENI ORIZZONTI SPA – TUTELARE SERVIZI E LAVORATORI Cgil: chiesto un incontro ai Sindaci e previste assemblee in tutti i posti di lavoro “Come Cgil stiamo monitorando l’evolversi della situazione e abbiamo chiesto un incontro ai sindaci di Marcon, Cinto Caomaggiore e Torre di Mosto, comuni dove Sereni Orizzonti Spa è presente con residenze per anziani” – dichiarano Daniele Giordano della segreteria confederale, Daniele Tronco del Sindacato Pensionati e Italia Scattolin della Funzione Pubblica.
“La nostra attenzione va all’utenza, al servizio, a lavoratrici e lavoratori che non possono in alcun modo ritrovarsi a pagare il conto di una situazione su cui non hanno alcuna responsabilità”.
Giordano, Tronco e Scattolin tengono a sottolineare come Sereni Orizzonti abbia sempre ostacolato la presenza del sindacato “Siamo stati contattati da diversi lavoratori che chiedevano chiarimenti sulle condizioni di lavoro ma che, per paura di esporsi, rinunciavano ad iscriversi al sindacato per evitare possibili ritorsioni.
Inoltre in questi giorni abbiamo raccolto testimonianze di alcuni ex dipendenti che confermano come la pura disorganizzazione del lavoro faccia scappare gli operatori dopo un breve periodo di servizio”.
“Come se ciò non bastasse – aggiungono - Sereni Orizzonti applica un contratto di gran lunga peggiorativo rispetto a quelli di riferimento per il settore, in quanto sottoscritto da organizzazioni sindacali non rappresentative e con dei contenuti che vanno contro la normativa vigente. Ad esempio non è riconosciuta la figura dell’Operatore Socio Sanitario, l’aumento contrattuale viene pagato dagli stessi lavoratori attraverso la diminuzione di recuperi orari, vengono ridotti di 100 ore i permessi per diritto allo studio, l’orario di lavoro viene elevato a 40 ore, la malattia viene retribuita per intero nei primi tre giorni solo in caso di ricovero o di patologie gravi, altrimenti soltanto al 50% e solo se non ci si è mai ammalati in precedenza. Si tratta di un contratto che abbiamo contrastato attraverso scioperi di carattere nazionale, ma evidentemente risparmiare sulla pelle dei lavoratori fa gola a molti e quanto sta avvenendo con Sereni Orizzonti lo conferma”. “tutto questo ricade negativamente anche sugli ospiti che subiscono un servizio non accettabile per gli standard richiesti rispetto alle rette pagate e nonostante l’impegno dei lavoratori” “È chiaro che quanto avvenuto ci pone l’interrogativo di come le istituzioni hanno vigilato o pensano di vigilare. Negli ultimi anni nuove case di riposo sono spuntate come funghi, presto ne sorgeranno delle altre. In entrambi i casi la gestione è affidata a privati: perché non accada un nuovo caso “Sereni Orizzonti” è necessaria aprire una seria discussione sugli accreditamenti e questo non può che partire dalla riforma delle Ipab che come Cgil stiamo chiedendo da anni”.
“È sicuramente una fase drammatica e che può avere risvolti gravi – concludono - ma nel frattempo opereremo in ogni modo per tutelare ospiti, servizi e lavoratori. Lo faremo mantenendo con loro uno stretto rapporto, struttura per struttura, a partire dai prossimi giorni”.