CONTRATTAZIONE SOCIALE NEGLI ENTI LOCALI NELL'AREA METROPOLITANA DI VENEZIA. NELLA PAGINA LE LINEE GUIDA DELLA PIATTAFORMA CHE CGIL CISL UIL STANNO PROMUOVENDO NELL'AREA METROPOLITANA DI VENEZIANA. IN QUESTI GIORNI LE PRIME ASSEMBLEE TERRITORIALI

Premessa
Le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, UIL Confederali, dei pensionati e di categoria, consapevoli che il benessere di una comunità è determinato dalla qualità dello sviluppo e più in generale dalle condizioni complessive che il sistema territoriale è in grado di offrire, ritengono che il confronto tra
gli Enti Locali e le parti sociali sia importante per la programmazione e la pianificazione delle scelte economiche.
Ritengono inoltre la Contrattazione Sociale territoriale strumento utile anche al fine di coniugare i risultati conseguiti nella contrattazione aziendale con la possibilità di rendere maggiormente attrattivo e vivibile il territorio per chi ci vive e chi ci lavora.
Le politiche delle Amministrazioni Locali incidono in modo determinante sulle condizioni di reddito, sull’esigibilità dei diritti del lavoro, sociali e di cittadinanza, sulla crescita e sulla qualità dello sviluppo e dell’assetto del territorio.
Il ruolo di governo pubblico svolto dai Comuni è fondamentale. Per questo motivo va attivato un processo partecipativo, di informazione e coinvolgimento dell’intera popolazione e di concertazione tra le parti sociali al fine di individuare priorità e trovare soluzioni condivise.
Le Organizzazioni Sindacali ritengono che, nella situazione attuale, il compito principale del confronto locale sia quello di contribuire a contrastare la crisi economica, con politiche di bilancio e sociali tali da avviare una nuova stagione di sviluppo del territorio comunale; politiche finalizzate ad
una buona occupazione, al benessere e sicurezza sociale ed alla qualità ambientale per tutti i residenti e alla riduzione degli squilibri sociali e territoriali.
Lo strumento della contrattazione sociale, oltre ad essere uno strumento essenziale di sostegno alle famiglie per la difesa e la redistribuzione del reddito per i lavoratori e per i pensionati, può diventare un motore importante per una riqualificazione del welfare locale, per la riorganizzazione della spesa pubblica riducendone gli sprechi e le destinazioni improprie, per favorire la coesione sociale e rispondere a domande sempre più complesse, partendo dall’assunto che la centralità
rimane la persona con i suoi bisogni ed i suoi diritti.
Per questo occorre partire dalla conoscenza dei bisogni delle persone, ascoltare e raccogliere le esigenze e le istanze dei cittadini che provengono dal territorio, costruire piattaforme partecipate e condivise trasformando i bisogni in specifiche richieste e rivendicazioni sociali.
Il nostro scopo è contrattare preventivamente le scelte economiche e sociali dei governi locali: Comuni, Unioni dei Comuni e Distretti sociosanitari, per tutelare le condizioni di vita dei pensionati, degli anziani e delle persone meno abbienti e con meno opportunità.
Diventa dunque fondamentale con la contrattazione territoriale riaffermare il nostro ruolo di rappresentanza sociale nel territorio avendo presenti i cambiamenti più significativi in atto:
■ le conseguenze della crisi che provoca nuove povertà, lavoro precario, insicurezze sociali;
■ le trasformazioni demografiche come l’invecchiamento della popolazione che determinano bisogni diversi anche per l’aumento delle cronicità (che richiede nuovi modelli assistenziali) e crescenti bisogni di tutela e di assistenza in particolare da parte delle persone non autosufficienti.
la concentrazione di ricchezza sempre più in mano a pochi soggetti e si conseguenza i necessari interventi per riequilibrare tassazione ed erogazione di servizi a favore delle fasce meno abbienti.
Proponiamo il confronto sui seguenti temi:
1) l’innovazione sociale per la tutela dei diritti e per la promozione della dignità della persona nel contesto dei cambiamenti istituzionali in atto che coinvolgono il nostro territorio (nascita della Città Metropolitana, politiche di aggregazione istituzionale ecc.).
A tal fine si propone di collaborare allo sviluppo di processi di progettazione partecipata per definire le idee guida per lo sviluppo del territorio per “Ripensare e ricreare il sistema urbano non solo come fatto fisico ma come una comunità che si modifica progettando risposte sociali, economiche e ambientali innovative che gli permettano di adattarsi meglio alle condizioni della città di domani.”
Tutto ciò mediante la condivisione e la valorizzazione delle reciproche conoscenze con particolare riferimento ai seguenti scenari:
● Rigenerazione urbana e valorizzazione dei beni comuni;
●Nuovi modelli di welfare locale fondati sul lavoro di comunità come luogo di vita, di relazioni, di economia possibile, di bellezza, di identità e di cambiamento;
●Giovani, cittadinanza e formazione-lavoro;
●Partecipazione ai processi per la riorganizzazione dei servizi nell’ambito di tavoli tematici e iniziative di partecipazione riferite alla programmazione strategica con aggiornamento annuale e preliminarmente all’adozione di documenti strategici;
2) La riconversione delle risorse pubbliche a partire dalla dimensione di bisogno delle persone in condizione di fragilità e a rischio di marginalità sociale;
Lo scenario legato all’invecchiamento demografico ci interroga su quali siano le risorse possibili da attivare e valorizzare in nuovi modelli di servizi a favore della popolazione anziana centrati sulla condizione umana di fragilità e sul come favorire una diversa composizione delle risorse già presenti e spendibili nel sistema di welfare locale (dall’ospedale al territorio – le sfide della domiciliarità).
E’ necessario attivare iniziative di sensibilizzazione dei cittadini e delle diverse organizzazioni non profit in merito al tema dello “sviluppo di comunità”, e dello scenario locale in cui la qualità della vita della popolazione anziana sempre più inciderà sui modelli di convivenza e quindi sulla tenuta di una comunità e sullo sviluppo del suo territorio.
Per tale motivo attraverso un percorso di progettazione partecipata, dovranno essere attuate azioni comuni tese a ripensare i luoghi, le strutture e gli ambienti di vita da rendere disponibili e accessibili a favore della popolazione anziana già dal manifestarsi della condizione di fragilità e quindi a sperimentare modelli organizzativi che aprano ad esperienze di abitare sociale, social housing e di co-housing.
Sarà inoltre necessario dare sostegno a iniziative tese a favorire le politiche di genere, la buona occupazione, l’occupazione femminile, come l’attivazione di iniziative di sostegno e di solidarietà messe in atto da aziende nei confronti dei dipendenti per migliorare il clima interno, per integrare il reddito e per facilitare la conciliazione e la motivazione dei propri collaboratori e delle loro famiglie”.
3) Politiche sociali, integrazione socio-sanitaria, non autosufficienza.
Si constata che a tutt’oggi non si è in presenza di un quadro legislativo sia nazionale che regionale necessario per uno sviluppo organico ed efficiente di interventi nel campo dell’assistenza sociale;
Carenza che non aiuta certamente a sviluppare la necessaria integrazione tra sanitario, sociosanitario e sociale, la presa in carico, la valutazione pluridimensionale non permettendo il rafforzamento del ruolo dei territori nella definizione degli obiettivi e delle politiche comuni.
L’obiettivo principale, resta quello di favorire la permanenza delle persone anziane abili o non autosufficienti e delle persone disabili, presso il proprio domicilio fornendo i mezzi integrativi per sopperire alla perdita di funzionalità, valorizzando la dimensione distrettuale dei servizi anche con azioni innovative e sperimentali.
L’attuazione sul territorio delle misure previste dalla riforma regionale richiede l’integrazione tra i vari servizi per garantire le migliori risposte a minori, disabili ed anziani non autosufficienti. E’ necessario quindi rafforzare e diversificare il sistema dei servizi in risposta ad una domanda sempre più complessa relativamente a:
 nuovi servizi territoriali, a cominciare dagli ospedali di comunità, unità riabilitative territoriali e posti letto sollievo;
 RSA aperta;
 centri diurni integrati;
 posti di sollievo presso le RSA;
 Servizi integrati per la domiciliarità;
 punti informativi;
 Presidi di approvvigionamento farmaceutico ed alimentare nelle zone residenziali attraverso  l’incentivazione dei negozi di prossimità  Monitoraggio, formazione, incrocio domanda/offerta assistenti famigliari;
 Interventi economici e servizi nei confronti delle fasce meno abbienti
 Tutela e promozione dei "diritti essenziali" quali Sicurezza, Abitazione, Mobilità, Socializzazione culturale.
Si ritiene che debba essere data conferma del ruolo dei Distretti Sanitari nel presidio organico dei bisogni espressi dalle varie zone territoriali e attraverso la concreta realizzazione ed organizzazione dei centri di Assistenza Primaria.
La redazione dei piani di zona deve diventare l’occasione per una più ampia e diversa partecipazione dei cittadini e delle loro rappresentanze attraverso la presenza del Sindacato a tutti i tavoli di confronto istituiti dalle Ulss, a partire da quello dell’area anziani.
4) La sostenibilità del sistema di welfare e le garanzie di equità nella fornitura di servizi
alla popolazione;
Lo sviluppo e l’accessibilità dei servizi pubblici locali, unitamente alle politiche fiscali e all’applicazione estesa e progressiva dell’ISEE non solo nei servizi a domanda individuale rappresentano un importante terreno di confronto tra i principali attori del welfare locale.
E’ necessario venga attivato uno strumento di analisi di tutti i costi del sistema di welfare municipale per valutare eventuali nuove modalità di tariffazione dei servizi a domanda individuale che prevedano l’introduzione dell’ISEE in sostituzione delle tradizionali modalità di detrazioni.
Si propone:
 di collaborare per il monitoraggio dell’applicazione dell’ISEE nell’ambito dei servizi alla persona a domanda individuale alla luce delle più recenti evoluzioni normative;
 di collaborare in tema di finanza locale e spesa pubblica (addizionale comunale, TARI, TASI) al fine di avviare una sempre più equa redistribuzione delle risorse economiche a favore dei redditi più bassi verificandone la compatibilità economica;
 di collaborare per la co-progettazione e la realizzazione di nuovi modelli di servizi in materia di lavoro, inclusione sociale, formazione e riqualificazione professionale anche in relazione alle progettualità per l’inclusione sociale;
 Incentivare la lotta all’evasione fiscale attraverso segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate e Guardia di finanza destinando le risorse prioritariamente nell’ambito dei servizi sociali e a quelli dell’occupazione;
 Monitoraggio dei beni sequestrati/confiscati alla mafia e alla criminalità organizzata, assegnazione dei beni e loro utilizzo stabilendo la contrarietà alla vendita.
5) Il tema del lavoro di comunità come occasione di ricostruire legami sociali per nuovi sistemi locali di protezione sociale, di qualità della vita e di sicurezza del territorio;
Il benessere di una Comunità è determinato dalla qualità dello sviluppo e più in generale dalle condizioni complessive che il sistema è in grado di creare, ecco perché una piattaforma che aggiorni e dia concretezza a quegli obiettivi, con l'intento di garantire maggiore tutela dei diritti e dei redditi.
Si Propone:
●La collaborazione nella promozione di politiche per la sicurezza del territorio (messa in sicurezza
del suolo e degli edifici pubblici, interventi idrogeologici e antisismici, bonifiche, ciclo dei rifiuti);
● La collaborazione nella promozione di iniziative tese a favorire la mobilità alternativa (City plan)
● La collaborazione nella sperimentazione di percorsi di rigenerazione di spazi e parchi cittadini attraverso un approccio integrato in grado di raggiungere un miglior servizio per la collettività.
6) Riorganizzazione della pubblica amministrazione Ritenendo fondamentale liberare risorse per la gestione dei servizi del welfare locale Cgil Cisl Uil , sostengono le esperienze di accorpamenti e di gestione unitaria dei servizi /fusione dei Comuni, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse e di mantenimento/miglioramento della qualità dei servizi e delle prestazioni, valorizzando le competenze professionali dei dipendenti.
Per garantire una trattativa funzionale ed efficace le parti si impegnano inoltre, a condividere in fase iniziale i seguenti documenti quale base di riferimento per il funzionamento della piattaforma:
- bilancio di previsione e a consuntivo;
- delibere tematiche approvate dalla Giunta e dal Consiglio Comunale e documentazione progettuale riferita a:
●nuovi servizi a favore degli anziani, della popolazione fragile, e dell’invecchiamento sano e attivo;
●eventuali progetti riguardanti l’abitare sociale e per l’emergenza abitativa;
●nuovi servizi per l’inclusione sociale e il lavoro;
●strumenti per l’inclusione sociale e lavorativa;
●modalità di tariffazione dei servizi a domanda individuale della refezione scolastica e del trasporto scolastico;
●protocolli per la gestione dell’accoglienza dei profughi;
●collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, a gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani;
●processi di sperimentazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la coproduzione
di servizi pubblici e a supporto dell’agenda digitale del Veneto.
●altra documentazione ritenuta utile dalle parti.