ELEZIONI EUROPEE – La Cgil chiede un profondo cambiamento sulle future politiche dell’Unione Europea. Nel nostro territorio siamo chiamati a tenere alta l’informazione sulle iniziative del Governo per preparare le prossime iniziative di lotta
di UGO AGIOLLO segretario generale Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia

Il 26 maggio si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, al termine di una campagna elettorale che si è svolta quasi totalmente su temi a carattere nazionale, senza alcuna attenzione alle problematiche del rapporto tra il nostro Paese e l’Unione Europea, da un lato, e dall’altro sulle scelte future dell’Unione Europea stessa.
La CGIL da tempo ha assunto una posizione che - partendo dalla conferma, senza se e senza ma- della nostra presenza in Europa, chiede un importante cambiamento delle politiche economiche fin qui seguite, nonché la riassunzione di temi fondamentali per il futuro di tutti i cittadini europei a cominciare dalla difesa e dall’ampliamento dei diritti di cittadinanza, nonché dall’affermazione di un’idea più forte di Europa politica e sociale.
Contrariamente a quanto avvenuto in tanti altri Paesi, il risultato delle elezioni europee in Italia è sotto gli occhi di tutti: nel nostro Paese vi è stata una avanzata senza precedenti dei partiti cosiddetti sovranisti ed anti-europeisti, Lega in testa, che si sono distinti per scelte politiche che sono totalmente lontane dai valori che noi incarniamo, nonché per scelte economiche che stanno portando il nostro Paese all’isolamento internazionale e sul ciglio di un baratro imminente.
Anche nel nostro territorio veneziano, che da sempre si era distinto, contrariamente al resto del Veneto, per una forte presenza dei partiti democratici e progressisti, ha visto invece in queste elezioni la pesante affermazione della Lega. Basti pensare che in ben 24 Comuni su 44 la Lega ha ottenuto oltre il 50% dei voti e in altri 14 ha superato il 45% dei consensi.
A tutto questo va poi aggiunto il dato di un astensionismo che continua a rimanere molto forte, investendo oramai in maniera stabile oltre il 40% dell’elettorato.
Da tutto questo risulta evidente che anche molti dei nostri iscritti hanno deciso di votare per i partiti oggi al governo o per rifugiarsi nell’astensione.
Questo evidentemente pone anche a noi alcune riflessioni su come riusciamo a far vivere tra i nostri iscritti le tematiche di giustizia sociale e di inclusione che ci sono propri, nonché come possiamo rendere ancora più evidente il fatto che le scelte adottate dal governo Conte, oggi in carica, non solo non erano all’altezza delle stesse dichiarazioni che li accompagnavano (abolizione della povertà tramite il reddito di cittadinanza, abolizione del precariato tramite il decreto dignità, destrutturazione della legge Fornero tramite Quota 100), ma nei fatti, si sono rivelati ben distanti dai risultati che il governo si attendeva.
Naturalmente ribadendo sempre come, fin da principio, avevamo affermato che questi provvedimenti non davano reali risposte a temi quali la necessità di prevedere investimenti che aiutino la crescita e creino le condizioni per una maggiore e buona
occupazione, la necessità di una reale rivisitazione della legge Fornero, prevedendo risposte diverse per chi oggi è già in pensione, ma anche per chi, donne e giovani in particolare, si trova con lavori o “carriere” discontinue e senza la valorizzazione dei lavori di cura, la previsione di una riforma fiscale che contrariamente all’ipotesi di flat-tax, dia risposte alle/i lavoratrici/ori, alle pensionate e ai pensionati, insomma a tutti coloro che hanno sempre contribuito
alla crescita di questo Paese e che, certamente più di tanti altri, hanno pagato le conseguenze di una crisi che ancora non sembra terminare.
I provvedimenti assunti dal governo giallo-verde (Movimento 5 Stelle e Lega), insieme ad una congiuntura internazionale che continua a rimanere difficile, non solo non hanno portato a uscire dalla precedente crisi, ma come tutti gli indicatori ci dicono, hanno ulteriormente aumentato il deficit economico del nostro Paese.
La CGIL in questi mesi unitariamente a CISL e UIL, anche tramite le manifestazioni che si sono succedute, hanno messo in campo una serie di proposte e di piattaforme per far cambiare le scelte di questo governo.
Certamente non ultima, da questo punto di vista, la grande manifestazione nazionale che si è svolta sabato scorso in Piazza San Giovanni a Roma, organizzata dal Sindacato dei Pensionati, che ha visto la partecipazione di centomila persone, per protestare contro i tagli messi in atto sulle pensioni e per rivendicare la riapertura del tavolo di confronto sulla piattaforma per la previdenza e sulla riforma fiscale.
Le iniziative di mobilitazione continueranno nel mese di giugno investendo l’intero mondo del lavoro.
Lo scenario che abbiamo di fronte però, se non vi sono le modifiche richieste, rischia drammaticamente di peggiorare nell’autunno e le dichiarazioni che emergono dal governo (taglio ai servizi di welfare e aumento della tassazione indiretta) lasciano intravvedere scelte che ulteriormente peggioreranno le condizioni di chi noi rappresentiamo e aumenteranno le differenze sociali esistenti nel nostro Paese.
Di fronte a tutto questo, non possiamo che ribadire la nostra contrarietà alle scelte, mettendo però in campo tutte quelle iniziative, nulla escludendo, che saranno ritenute opportune e necessarie per la campagna d’autunno.
A noi è dato, fin da subito, il compito, tramite le iniziative sul territorio, di tenere alta l’attenzione per rendere sempre più capillare una corretta informazione su quanto sta avvenendo e per preparare le iniziative che la CGIL, possibilmente unitamente a CISL e UIL, riterrà opportuno mettere in campo.
UGO AGIOLLO segretario generale Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia