Società di servizi fiscali cerca candidati interessati alla partecipazione ad un percorso formativo GRATUITO, finalizzato ad un’eventuale assunzione a tempo determinato per la mansione di operatore fiscale, previa selezione finale

 

Inviare curriculum via e-mail a:

ricerca.personale[at]caafcgilvenezia.it

ATTIVO UNITARIO DI DELEGATE E DELEGATI DI CGIL CISL UIL DI VENEZIA SU MANOVRA FINANZIARIA - Martedì 27 novembre alle ore 9.30 al teatro MOMO di Mestre: "Manovra inadeguata, una manovra da cambiare" è il titolo dell'incontro. Chiuderà la mattinata il segretario confederale nazionale della Uil Domenico Proietti

Le proposte di CGIL CISL UIL di Venezia e nazionali Il 27 novembre alle ore 9.30, presso il teatro Momo, all’interno della più ampia mobilitazione nazionale sullo stesso argomento, sarà convocato l’attivo dei delegati di Cgil, Cisl e Uil, sulle criticità della manovra economica 2019 del Governo e sulla piattaforma avanzate dal Sindacato Confederale unitariamente, per rendere tale provvedimento più equo e strategico.
All’attivo dei delegati seguiranno assemblee serali pubbliche in tutto il territorio metropolitano per far conoscere alle cittadine ed ai cittadini le proposte di modifica e le priorità di CGIL CISL UIL alla legge di bilancio 2019 perché, così com’è, è una manovra sbilanciata sulle spese per assistenze piuttosto che sugli investimenti a favore dello sviluppo e dell’innovazione, sul creare posti di lavoro.
Il provvedimento risulta carente di una visione del Paese e di un disegno strategico capace di ricomporre e rilanciare le politiche pubbliche finalizzate allo sviluppo sostenibile e al lavoro. Purtroppo le misure contenute nella legge di Bilancio non prevedono risposte, se non in maniera marginale, alle disuguaglianze sociali e territoriali, alla crescita della disoccupazione, in particolare giovanile e femminile.
Sono presenti pochi investimenti pubblici sulla messa in sicurezza del territorio dai rischi naturali, così drammaticamente attuali nella nostra regione e sulla infrastrutturazione sociale e materiale.
Sul lato delle politiche industriali non c’è un piano strategico di rilancio, anzi si riducono le risorse come quelle per l’industria 4.0. Servirebbe piuttosto una governance pubblica, a partire dall’istituzione di una Agenzia per lo sviluppo industriale e la competività delle imprese, servirebbe parlare di produttività. 
Il grande assente, oltre al lavoro, è il Mezzogiorno. Complessivamente sembra proprio mancare un insieme organico di politiche per il Sud, mentre si ricorre ancora ad una logica di mera incentivazione finanziaria.
Sul versante degli ammortizzatori sociali servono interventi strutturali complessivi che estendano i tempi delle coperture attuali.
Si sceglie di non intervenire sulla riduzione del cuneo fiscale a carico dei lavoratori e dei pensionati, si introducono nuovi condoni, e non si contrasta l’evasione fiscale.
Le risorse già stanziate per la sanità rimangono invariate, e rischiano di essere insufficienti per garantire i lea, per favorire le assunzioni e per il rinnovo dei contratti. Inoltre, non si eliminano i superticket.
Per quanto riguarda misure relative alla pubblica amministrazione “niente rilancio dell’occupazione e poche risorse per i rinnovi contrattuali. Il piano di assunzioni si dimostra insufficiente, una misura tampone che non affronta la situazione di carenza di organico immediata e di prospettiva.
Sia per il reddito di cittadinanza che per Quota 100 sono state stanziate solo le risorse, mancano ancora i decreti collegati che ne definiranno platea, i parametri per beneficiare della misura, e la modalità di erogazione. In particolare, sulla prima misura, le Confederazioni evidenziano come per contrastare la povertà, oltre ad aumentare gli incentivi economici, serve rafforzare i servizi pubblici territoriali, come quelli sanitari e formativi. Mentre, Quota 100 rappresenta una base di discussione, una strada utile sapendo che da sola non risponde appieno alle esigenze di molti lavoratori, donne, giovani e lavoratori discontinui, gravosi e usuranti.
CGIL CISL e UIL nella piattaforma lanciata indicano le priorità e le proposte per rispondere alle necessità del Paese con politiche espansive finalizzate a trovare soluzioni alle profonde disuguaglianze, all’aumento della povertà, alla crescita della disoccupazione, in particolare giovanile e femminile.

Proposte concrete su
sviluppo, crescita, occupazione, fisco, Mezzogiorno, ammortizzatori sociali e politiche attive, previdenza, welfare, attorno alle quali le Confederazioni chiedono un confronto al Governo e si dichiarano pronte a sostenere con tutte le iniziative sindacali.


Le proposte in estrema sintesi:


Sviluppo, crescita e occupazione :
serve programmare un graduale incremento degli investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit;
apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture Energetiche e digitali.
Riforma fiscale, lotta all’evasione:
Istituire un’agenzia dedicata esclusivamente all’accertamento ed al monitoraggio della riscossione; estendere il meccanismo della ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo; tracciare tutti i pagamenti, attraverso l’utilizzo della moneta elettronica e portando a 1000 euro il limite per i pagamento in contanti; incrociare le banche dati della Pa; aumentare le detrazioni spettanti ai redditi da lavoro dipendente e da pensione; ridefinire le aliquote Irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività; introdurre un nuovo assegno familiare universale; rivedere in maniera organica la tassazione locale; riconsiderare l’imponente mole delle agevolazioni fiscali; destinare al Fondo di riduzione della pressione fiscale il 70% di quanto recuperato da evasione e lotta a sprechi; valorizzare i Caf; rivedere sistema agevolazioni alle imprese. Mezzogiorno: Investimenti per la prevenzione, manutenzione e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici, unitamente ad un piano per la infrastrutturazione energetica e digitale; un fondo statale destinato alla progettazione di opere pubbliche specifico per il Mezzogiorno, con una dotazione iniziale di almeno 500 milioni di euro; rifinanziamento e proroga fino al 2021 del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali; rafforzamento del fondo per la crescita dimensionale delle imprese; rendere operative le Zone Economiche Speciali; politiche su sicurezza, lotta al lavoro irregolare e forte azione di contrasto alla criminalità. 

Ammortizzatori sociali e politiche per il lavoro:
Prolungare la durata massima della cassa integrazione
straordinaria oltre i 24 mesi nel quinquennio; sostenere il ricorso al contratto di solidarietà; rendere strutturale la proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali; rafforzare la Naspi abolendo la riduzione progressiva del 3% e potenziando la copertura per i lavoratori stagionali. Rafforzare l’Anpal; realizzare un sistema informativo unico ed efficiente; avviare un piano di rafforzamento dei Cpi con la stabilizzazione dei precari; rafforzare sistemi di congedi e permessi rivolti alla genitorialità’, apprendistato.

Previdenza e welfare:
stabilire 41 anni di contribuzione per andare in pensione a prescindere dall’età;
procedere alla separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale; prevedere misure per le donne come il riconoscimento di 12 mesi di anticipo per ogni figlio; riconoscere il lavoro di cura; eliminare l’attuale meccanismo di adeguamento automatico per aspettativa di vita; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; rilanciare la previdenza complementare; ripristinare dal 1 gennaio 2019 la piena rivalutazione delle pensioni; risolvere i problemi di esodati e prorogare opzione donna.

Politiche sociali, povertà: definire i livelli essenziali delle prestazioni sociali come diritti soggettivi
esigibili; approvare la legge quadro sulla non autosufficienza; completare la riforma del Terzo settore; non disperdere l’esperienza del Rei e rafforzare, con la quota dedicata del Fondo, il percorso di potenziamento dei Servizi sociali per l’inclusione.
Sanità : aumentare in modo progressivo il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale; fare un piano straordinario di assunzioni; eliminare i super ticket; garantire un accesso tempestivo, equo e appropriato alle prestazioni sanitarie; prevedere un piano nazionale di finanziamenti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle strutture.

Istruzione : destinare risorse per il rinnovo contrattuale con un piano di assunzioni; migliorare l’alternanza scuola-lavoro; valorizzare gli apprendistati formativi; incrementare l’offerta educativa ai bambini da 0 a 3
anni; incrementare le risorse per la ricerca; attuare un Sistema nazionale di apprendimento permanente;
adottare un Piano nazionale di garanzia delle competenze; potenziare l’offerta formativa terziaria professionalizzante, in particolare degli Its; eliminare i fenomeni del sovraffollamento delle classi e adeguare
l’edilizia scolastica alle norme di sicurezza.

Pubblica Amministrazione: completare l’iter contrattuale della dirigenza e dei medici; rinnovare i contratti del pubblico impiego; garantire le risorse per province e città metropolitane; prevedere un piano straordinario
di nuova occupazione stabile; attuare forme di vantaggio fiscale per la retribuzione di produttività; rafforzare il welfare integrativo; fare investimenti e non tagli lineari.