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Cgil Cisl e Uil di Venezia esprimono il più profondo cordoglio alla moglie di Alin, il giovane operaio morto ieri a Mestre in una lavanderia industriale.
Istituzioni e organi preposti svolgeranno le indagini necessarie fornendoci la risposta sulla dinamica di questo grave lutto.
Di fronte alla ennesima morte sul lavoro non può esistere, comunque, rassegnazione, non possiamo accettare che la ripresa economica si coniughi con la ripresa esponenziale dei morti sul lavoro

La modernizzazione, le nuove tecnologie che caratterizzano sempre più il mondo della produzione devono diventare elementi di garanzia per una maggiore sicurezza per il mondo del lavoro; non possono trasformarsi in uno dei fattori che aumenta il rischio della salute e sicurezza nei posti di lavoro non coniugando ad esempio i ritmi e i tempi della produzione con quelli delle persone e della vita umana, con quelli per le necessarie manutenzioni degli impianti, della reale formazione dei lavoratori e, infine, con le attività di prevenzione.
Per questo crediamo sia necessario che tutto il mondo del lavoro, dentro e fuori delle emergenze, si interroghi insieme alle istituzioni e agli enti preposti per trovare soluzioni che evitino drammi grandi e piccoli alle persone che lavorano.
Come Cgil, Cisl e Uil di Venezia chiediamo quindi che venga accelerato il confronto avviato dalla Regione a partire dalla piattaforma presentata dalle Organizzazioni Sindacali Venete, in particolare nelle parti in cui si chiedono maggiori finanziamenti in funzione del rafforzamento degli enti preposti al controllo e alla prevenzione; chiediamo che analogo confronto venga avviato anche a livello locale tra tutti i soggetti coinvolti nel mondo del lavoro e della produzione con l'obiettivo di offrire tutte le certezze possibili a lavoratori e lavoratrici di tornare a casa, sani, al termine di una giornata di lavoro.


Segreterie CGIL CISL UIL Venezia


SULL'ENNESIMA MORTE SUL LAVORO PRENDE POSIZIONE ANCHE LA SEGRETERIA DELLA FILCTEM CGIL DI VENEZIA
Siamo estremamente colpiti da quanto è avvenuto ieri quando UN LAVORATORE ha perso la vita. Possiamo scrivere qualsiasi parola di commiato e di disappunto, possiamo esprimere qualsiasi tipo di valutazione sulle responsabilità ma in ogni caso è morto UN LAVORATORE.
Questo crea una forma di disagio non solo ai colleghi ma anche a tutta una comunità, quella del mondo del lavoro, che negli ultimi mesi sta subendo gravissime ed insensate perdite.
Leggendo un po’ le reazioni e le dichiarazioni si fa intendere che c’è stata qualche forma di negligenza da parte del lavoratore, noi questo non possiamo assolutamente accettarlo in quanto possiamo dire chiaramente che se ci fossero una valutazione del rischio, una formazione e preparazione adeguata ma anche un’organizzazione del lavoro specifica forse si riuscirebbe a fare di più. Diciamo forse perché il “rischio zero” non esiste ma può invece esistere la gestione del rischio nella consapevolezza di tutti.
Quali sono i limiti che riscontriamo come sindacato? C’è una forte paura da parte dei lavoratori in tutte le aziende di denunciare problemi legati alla sicurezza, possiamo dire che esiste una forma di omertà che è generata dalla precarietà che viene data non solo dai contratti stabili ma soprattutto per la facilità nei licenziamenti e per la libertà che molti imprenditori hanno per ricattare i dipendenti.
È ovvio che un periodo di crisi può far assumere a molte lavoratrici e molti lavoratori una posizione in cui è meglio stare zitti piuttosto che perdere il posto di lavoro.
Quindi è inutile fare riflessioni quando queste tragedie accadono e per qualche giorno vengono lette sui giornali e poi ci sono effetti solidaristici che durano per un tempo brevissimo e si ritorna poi alla normalità.
Il Veneto detiene purtroppo questo triste record delle morti bianche sul lavoro, e aldilà di qualche tavolo organizzato per intervenire sulla questione oggi si continua a parlare di prosecco, dei mondiali di calcio e delle olimpiadi invernali.
Per rendersi conto di come stanno le cose basta prendere la macchina e fare un giro in prossimità della Fincantieri all’ora di pranzo o al mattino presto per toccare con mano questo tipo di disagio.
Aldilà di tutte queste riflessioni ora però abbiamo il dovere di dare sostegno legale alla famiglia di questo lavoratore e percorrere tutte le vie necessarie per rendere giustizia senza che vi siano valutazioni superficiali che di solito si scaricano nei confronti del lavoratore. Ci auguriamo che questo non sia solo un dovere del sindacato ma che sia, e soprattutto diventi, una questione di maggior interesse da parte anche delle istituzioni venete e veneziane.

Segreteria FILCTEM CGIL Venezia