Nella pagina la piattaforma di CGIL CISL UIL
Sabato 26 maggio una grande manifestazione regionale a Padova segnerà l’avvio di un’ampia iniziativa di Cgil Cisl Uil del Veneto per affermare il diritto alla sicurezza sul lavoro in tutti i comparti e le imprese della regione.

Lo hanno annunciato i Segretari Generali delle tre confederazioni venete, Christian Ferrari, Gianfranco Refosco, Gerardo Colamarco alla vigilia di un importante confronto con la Regione, con gli organi di vigilanza e con le associazioni datoriali.
Il Sindacato Confederale Veneto ha anche deciso di sviluppare una fitta campagna di assemblee nei luoghi di lavoro e nei territori che si articolerà nei territori per tutto il mese di giugno.
Nel frattempo sono proclamate 8 ore di sciopero generale regionale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro .Le modalità e le date saranno stabilite in base a quel che emerge dai tavoli di confronto.
Gli obbiettivi che Cgil Cisl Uil hanno posto nell' incontro con la Regione sono chiari e precisi.
Una consistente e determinata ripresa dell'azione degli Spisal (importantissimo Ente di controllo del e sul territorio, che sono palesemente sotto organico e non in grado di effettuare un’efficace azione di controllo e di prevenzione)

E' stato rimarcato con forza la necessità del rapporto di collaborazione che va instaurato tra gli Spisal e la rete dei delegati alla sicurezza .

Non è una cosa secondaria che il Sindacato Confederale sia impegnato -in maniera continuativa- a formare responsabili sulla sicurezza nelle singole aziende sia negli ambiti territoriali.

In questo senso va intensificata la formazione che va intensificata a partire dalle scuole.

interventi (a partire dalla sorveglianza) per prevenire le malattie professionali oggi in aumento; un piano di rilancio degli investimenti in sicurezza nelle imprese e lo sviluppo della contrattazione aziendale; una particolare attenzione alle condizioni dei lavoratori degli appalti su cui spesso si scaricano i costi anche in termini di risparmi sulla sicurezza; la creazione di un coordinamento operativo costante rendendo permanente il tavolo istituito dalla Regione.


SICUREZZA E CONTRASTO AGLI INFORTUNI NEI LUOGHI DI LAVORO Proposte alla Regione, alle Istituzioni e alle Associazioni Datoriali
 
I recenti drammatici eventi infortunistici che hanno colpito, anche con esiti mortali, il mondo del lavoro del Veneto, in particolare nel settore metalmeccanico-siderurgico, richiedono un impegno straordinario e uno sforzo comune da parte di tutti i soggetti sociali ed istituzionali per garantire la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, specie in quegli ambiti dove si concentrano maggiormente gli infortuni gravi e mortali. A questo scopo Cgil Cisl Uil presentano al Presidente della Regione Veneto, alle Istituzioni preposte e alle Associazioni datoriali del Veneto le seguenti proposte e priorità: 1.  Rafforzare gli SPISAL L’accordo Stato-Regioni prevede che gli Spisal visitino ogni anno il 5% delle imprese. Questo significa che ogni azienda viene ispezionata ogni 20 anni. Per una maggiore efficacia dei controlli serve:  • un piano straordinario di assunzioni per rafforzare gli organici degli SPISAL: più ispettori, più figure medico specialistiche e tecniche. Un investimento urgente di risorse per l’aumento degli organici che, tra l’altro, potrà autofinanziarsi con la riduzione degli infortuni e delle conseguenti spese da parte del sistema sanitario; • verificare l’assetto organizzativo degli Spisal e le linee guida dell’attività ispettiva; • ridurre il carico burocratico nei confronti dei tecnici SPISAL; • assegnare ai tecnici SPISAL il ruolo di facilitazione e coordinamento delle varie figure aziendali previste dal d.lgs.81/08; • realizzare un coordinamento più stretto tra i vari soggetti istituzionali che si occupano di vigilanza sulla salute e sicurezza sul lavoro; • avviare un confronto specifico e mirato tra rappresentanze sociali e Istituzioni per potenziare l’azione di formazione, sensibilizzazione e controllo nei comparti e tra i lavoratori dipendenti ed autonomi ad alto rischio. 2. Rapporto tra SPISAL e RLS/RLST Il rapporto di collaborazione ed integrazione sinergica tra SPISAL ed RLS e RLST è fondamentale per dare efficacia alle iniziative per la sicurezza sul lavoro. Per questo motivo si propone di: • promuovere in tutto il territorio veneto relazioni più organiche e dirette tra gli RLS aziendali, gli RLST territoriali e gli SPISAL anche per favorire la diffusione delle buone prassi.  3. Potenziare l’attività ed il ruolo del PREO Conoscere in modo preciso, dettagliato ed aggiornato le dinamiche degli infortuni sul lavoro per cause di lavoro è la base per attivare azioni efficaci sulla sicurezza. A questo proposito si propone di valorizzare il ruolo del Programma Regionale Epidemiologia Occupazionale nella sua funzione di osservatorio del fenomeno sugli infortuni mortali con • pubblicazione del report sugli infortuni mortali con scadenza mensile; • pubblicizzazione dello stesso report (associazioni di rappresentanza del lavoro e delle imprese, stampa e sociale); • organizzazione a cadenza annuale di una conferenza regionale sul tema. 4. Formazione ai lavoratori La cultura della salute e sicurezza deve essere ampliata e la prevenzione si deve attuare anche attraverso una maggiore diffusione della conoscenza tra i lavoratori dei corretti comportamenti che evitino situazioni di rischio.  
Quindi la formazione deve essere rafforzata con: • monitoraggio dello stato di attuazione della formazione obbligatoria; • sistema di certificazione della formazione sulla sicurezza; • supervisione sulle attività formative in materia di sicurezza da parte degli SPISAL e partecipazione delle OO.SS. per garantirne terzietà e qualità; • percorsi di formazione per tutti coloro che intervengono nei processi produttivi (società di appalti o servizi, collaboratori, partite Iva, interinali, ecc.); • istituzione, da parte dell’Inail, del Registro regionale degli Rls/Rlst/Rlss a disposizione delle Parti Sociali interessate; • promozione di iniziative di formazione in collaborazione con Spisal e Inail finalizzati all’aggiornamento/approfondimento anche a fronte delle trasformazioni che investono i settori produttivi. In questo senso vanno utilizzare le risorse prodotte dalle sanzioni; • promozione della cultura della prevenzione in tema di salute e sicurezza nelle scuole e in particolare in quelle tecnico-professionali sia pubbliche che private. Anche utilizzando i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro; • condivisione, con le parti datoriali, di percorsi formativi, anche aggiuntivi rispetto agli obblighi di legge, che interessino tutti i lavoratori diretti e indiretti, anche con l’utilizzo di modalità formative innovative. 5. Malattie professionali Il tema delle malattie professionali va tolto dalla marginalità in cui è stato relegato:  • attivando il tavolo tecnico sull’amianto, già previsto dai protocolli in essere, in cui devono trovare risposte le proposte sindacali a partire dalla sorveglianza Ex esposti all’amianto; • monitorando la crescita esponenziale delle malattie professionali, in coordinamento anche con i Patronati, per l’attivazione di conseguenti politiche di prevenzione. 6. Investimenti e Contrattazione  È assolutamente urgente e indispensabile il rilancio di un ciclo di investimenti in materia di prevenzione e promozione della salute e sicurezza da parte del sistema delle imprese. Anche il ruolo della contrattazione rappresenta una leva fondamentale per garantire condizioni di tutela e di miglioramento della salute e sicurezza. A partire dalle esperienze positive di contrattazione territoriale e aziendale è necessario ampliare e diffondere le buone prassi (Rlst o modalità dello studio del mancato infortunio). 7. Appalti I report più approfonditi sugli infortuni evidenziano che molti casi gravi e mortali avvengono in aziende che operano in appalto o in subappalto. È necessario un rafforzato controllo e la verifica preventiva della congruità dell’offerta anche nell’ottica della garanzia della salute e sicurezza a partire dalle procedure di gara negli appalti pubblici. 8. Tavolo permanente Il perseguimento della massima salute e sicurezza sul lavoro è un processo di miglioramento continuo che deve vedere il concorso di tutte le parti in causa. Il coordinamento tra le parti non può essere attivato solo nei casi di emergenza. Proponiamo pertanto che il tavolo istituito dalla Regione diventi un punto di riferimento permanente delle problematiche legate alla salute e sicurezza sul lavoro e cabina di regia per garantire un coordinamento operativo costante.