"La situazione del trasporto pubblico veneziano è molto preoccupante e rischia di andare fuori controllo, come dimostrano le aggressioni subite dai lavoratori sabato scorso, con alcuni di loro costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso.
Si vuol far passare l'idea che i problemi derivino dalla reazione dei sindacati alla decisione di disdire il contratto integrativo da parte dell'AVM.
La disdetta è indubbiamente una scelta grave, ma che nulla ha a che fare con quanto sta accadendo in questi giorni.

"La Giunta veneziana ha deciso di dare in gestione ai privati l'asilo nido Millecolori.
Venezia è una città caratterizzata, da sempre, dalla qualità molto alta dei suoi servizi educativi, in particolare quelli dedicati all'infanzia, che sono diventati un fiore all'occhiello della nostra tradizione civica.
L'Amministrazione in carica, però, non sembra affezionata a questa peculiarità, al punto da adottare una politica del personale tutta votata alla riduzione dei costi e ai tagli. Risultato: il forte ridimensionamento di servizi che ci vedevano all'avanguardia a livello nazionale.

Alla vigilia della #FestadellaRepubblica, vogliamo ricordare che i nostri concittadini immigrati vivono ancora oggi una cittadinanza non egualitaria, per ragioni che la pandemia ha reso ancor più insostenibili.

Vi invitiamo, come Tavolo delle Comunità Accoglienti di Venezia, al presidio di martedì 1 giugno alle 17.30, a MESTRE in piazzetta Coin che abbiamo deciso di intitolare CITTADINI TUTTI, CITTADINE TUTTE!

Leggi il volantino

La Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia aderisce e sostiene convintamente la mobilitazione che si terrà sabato 17 aprile a Torino, promossa dalla Rete +194 contro il bando regionale, che consentirà ai rappresentanti delle associazioni antiabortiste, oltre che al personale sanitario obiettore di coscienza, l’ingresso negli ospedali e nei consultori pubblici. Tutto questo allo scopo di scoraggiare, e in alcuni casi impedire, la libertà di scelta delle donne su un tema già di per sé doloroso e difficile.
La scelta adottata da questa Regione mina i fondamenti della Legge 194 e il principio di autodeterminazione delle donne azzerando anni di lotte, di impegno e di conquiste della libertà di tutte e di tutti.