Come Cgil e Spi – dichiarano Daniele Giordano, Segretario della Cgil CdLM Veneziana e Daniele Tronco, Segretario Generale dello SPI metropolitano di Venezia – in queste settimane abbiamo raccolto numerosissime segnalazioni in merito agli aumenti dei canoni o al rischio di sfratto dopo la recente riforma delle Ater delle case del Comune riteniamo non più rinviabile e urgente una forte modifica della legge regionale.

Per queste ragioni abbiamo indetto queste prime 4 assemblee territoriali che si terranno:

lunedì 23 settembre alle 14.30 presso la Scoletta dei Calegheri di Venezia;
lunedì 23 settembre alle 17.30 a Mira presso il centro Civico di Borbiago;
martedì 24 settembre alle ore 17 a Cavarzere presso Palazzo Danielato;
giovedì 26 settembre alle 17.30 presso la sala Consiliare della Municipalità di Marghera.

Quattro primi importanti appuntamenti aperti agli inquilini, alla cittadinanza e alle forze politiche e sociali del territorio per condividere le modifiche necessarie alla Legge regionale che i cittadini non possono più attendere. Serve un intervento urgente affinché vengano apportate le modifiche alla legge e al regolamento per garantire equità e coesione sociale, nonché il controllo e la gestione delle situazioni reddituali non rispondenti ai criteri per il diritto all’alloggio ERP.
Per questo riteniamo che serva:
• aumentare il limite ISEE per la decadenza a 30.000 euro e gestione degli over 75 e disabili;
• fissare un tetto massimo di affitto;
• una franchigia su TFR risarcimenti assicurativi/malattie e patrimonio immobiliare non remunerativo;
• valutare in modo puntuale (e non medio) l’O.M.I. con lo stato reale dell’immobile e dare la possibilità di assegnare alloggi nello stato di fatto.
Dalle segnalazioni che abbiamo ricevuto risulta che sono le persone anziane, spesso sole, o con grave disagio sociale che vengono colpite dal nuovo meccanismo di calcolo. Come Cgil abbiamo sempre sostenuto la necessità di una riforma e l’applicazione dell’Isee per accedere ai servizi pubblici essendo oggi lo strumento più equo da poter utilizzare.

A questo si aggiunge che per quanto riguarda la città storica vi è il chiaro rischio di un effetto spopolamento se dovesse emergere, come pare, un alto numero di casi di ricalcolo significativo o addirittura di sfratto.
Sappiamo tutti quali siano i costi per un anziano che sceglie di restare a Venezia sia in termini di sostentamento che di accesso ai servizi, aggravare ulteriormente le loro condizioni rischia di contribuire all’abbandono della città.

Per tutte queste ragioni – concludono - come Cgil di Venezia e come Sindacato Pensionati invitiamo tutte le persone interessate da questo provvedimento a confrontarsi e a decidere nelle forme più condivise e unitarie possibili percorsi di iniziativa e mobilitazione a affinché una riforma che doveva colpire i “furbetti dei canoni” non si trasformi in uno strumento per fare cassa sulle spalle degli anziani e dei più deboli.