Il segretario Cgil: “Se qualcuno pensa di contrapporsi alla volontà dei cittadini, continueremo la nostra battaglia. Non c'è nessun vuoto normativo, si vuole deregolamentare il lavoro. La risposta è nella Carta”

“Sui voucher la Cgil ha sostenuto una battaglia a viso aperto, una battaglia pubblica, dicendo chiaramente quali erano le sue motivazioni e assumendosene la responsabilità. Non mi pare che attualmente ci troviamo in un contesto che ha le stesse caratteristiche”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, nell'ambito della protesta nazionale organizzata dalla confederazione contro il rischio di reintroduzione dei buoni lavoro mediante un emendamento alla manovra della commissione Bilancio.

In tutto il Paese ci son state  le iniziative da parte del sindacato, che da giorni è in stato di mobilitazione permanente, con moltissimi presidi sui territori. Il tutto a poche settimane dall'abolizione dei voucher da parte del Parlamento.

Il governo italiano è l'unico a non aver capito cosa stia succedendo - ha continuato Camusso -. La disintermediazione resiste solo in Italia, Macron ha subito convocato i sindacati. E infatti il messaggio delle nostre mobilitazioni è diretto proprio a Palazzo Chigi. Apprezziamo invece coloro che in parlamento hanno votato la norma di abrogazione e ora difendono quella scelta con coerenza. Ciò che vorremmo dire con chiarezza è però che un'uscita da questa situazione c'è: si chiama Carta dei diritti universali dei lavoratori, è stata presentata come legge di iniziativa popolare a suondi milioni di firme, e tra l'altro regola proprio le prestazioni occasionali che riguardano le famiglie, le uniche che vanno ancora regolate.”

Quindi esistono delle proposte concrete, “ma – ammonisce il leader Cgil - se qualcuno pensa di contrapporsi alla volontà espressa dai cittadini con le firme a sostegno dei quesiti referendari, noi continueremo la nostra battaglia”. Secondo Camusso, infatti, il rispetto delle regole democratiche del Paese “deve essere prioritario”. “Nessuna democrazia può legiferare eludendo la volontà dei cittadini – ha ammonito – , se vengono reintrodotti i voucher succederebbe proprio questo”. Se si dovesse fare una scelta “come quella che sembra profilarsi in queste ore”, quindi, la Cgil “per prima cosa ricorrerebbe alla Corte costituzionale”, e chiederebbe anche ragioni al presidente della Repubblica, “che è il garante della costituzione nel nostro Paese”.