"Quando le forze politiche abdicano al loro ruolo di gestione e programmazione del territorio subiscono delle sconfitte cocenti- ha affermato Enrico Piron, segretario generale della Cgil di Venezia - aprendo la conferenza stampa unitaria di Cgil, Cisl, Uil dedicata alla presentazione delle "Linee guida sulla contrattazione sociale" che per il sindacato confederale devono essere uno stimolo per la costruzione della Città Metropolitana di Venezia.

"Il cronometro della Città Metropolitana è partito - dice il segretario della Cgil - Ci sono delle grosse potenzialità in questa nuova forma istituzionale ma anche molti rischi. Il sindacato confederale mette come obbiettivo primario il concetto di inclusione, che significa l'accesso per tutti al welfare, lo sviluppo economico e la messa in sicurezza del territorio, la rivitalizzazione degli spazi pubblici, la gestione coordinata dei servizi " "I rischi sono - continua Piron - che i Comuni minori abbiano la sensazione di subire la centralità di Venezia". "E' per questo che il Sindacato Confederale deve lavorare per la creazione di una cultura della Città Metropolitana - sottolinea Ugo Agiollo, segretario confederale della Cgil - il che significa favorire un atteggiamento positivo da parte delle diverse istituzioni locali. Ad oggi il nostro territorio presenta delle realtà disomogenee dal punto di vista dei servizi. Capita che nel giro di 10 chilometri, da un Comune all'altro, non si è in grado di garantire servizi essenziali e che prezzi e tariffe siano enormemente diseguali".
Per Brunero Zacchei, segretario della Uil, la Città Metropolitana "Deve essere l'occasione di attivare concretamente e contestualmente delle buone pratiche che consentano una crescita materiale e culturale del territorio veneziano. I contenuti del nostro documento, nei sedici punti che proponiamo, puntano proprio a questo". Per Lino Gottardello, segretario generale della Cisl "Questo è il momento giusto per instaurare un incontro unitario con le amministrazioni. Molte sono le domande sul tappeto: quali sono gli indirizzi sulle società partecipate dai Comuni? Come si programma lo sviluppo economico di Porto Marghera e del tessuto industriale della Città Metropolitana? Come si procede con le bonifiche e con a valorizzazione delle aree industriali?
Nella piattaforma di Cgil, Cisl e Uil, in estrema sintesi, si chiede di realizzare un sistema di collaborazione e cooperazione tra le varie amministrazioni locali in modo da armonizzare la qualità dei servizi e delle opportunità che devono essere garantite ai cittadini.


 

IL DOCUMENTO DI CGIL CISL E UIL

Le OO.SS. CGIL CISL UIL Confederali, in accordo con le categorie dei sindacati dei pensionati SPI CGIL FNP CISL UILP UIL, al fine di incrementare, in questo complesso momento di crisi, i diritti in capo alle lavoratrici e ai lavoratori, alle pensionate e ai pensionati, portando a compimento i diritti di cittadinanza e anche per dare continuità ed efficacia al protocollo sottoscritto, con la stragrande maggioranza delle Amministrazioni locali della provincia di Venezia negli scorsi anni, in cui si formalizzava un sistema di relazioni e si indicavano alcuni obiettivi prioritari, consapevoli che il benessere di una Comunità è determinato dalla qualità dello sviluppo e più in generale dalle condizioni complessive che il sistema è in grado di creare, hanno elaborato una piattaforma che aggiorni e dia concretezza a quegli obiettivi, con l'obiettivo di garantire maggiore tutela dei diritti e dei redditi.

 

Cambiamenti istituzionali in atto

Qualsiasi piattaforma non può prescindere dai cambiamenti istituzionali che sono, seppure in maniera spesso caotica e disorganica, in fase di attuazione, a cominciare dalla costituzione della Città Metropolitana di Venezia, dal superamento della Provincia di Venezia, dai processi di aggregazione/riorganizzazione dei Comuni nel territorio e dalla relativa delega o cessione di funzioni e competenze, nonché le necessarie trasformazioni e riaggregazioni dei Centri di Servizio e lo stesso ipotizzato nuovo assetto del sistema Socio-Sanitario.

In particolare si evidenzia che i vincoli imposti agli enti locali dalle leggi finanziarie dello Stato generano ripercussioni negative sui bilanci di molti Comuni che si trovano in difficoltà nell’erogazione dei servizi primari e nell’effettuare investimenti.

Considerato che sempre più frequentemente i cittadini individuano nel Comune il livello istituzionale non solo più prossimo, ma anche il più “capace” e adeguato per risolvere i problemi ed in grado di governare uno sviluppo coeso ed equilibrato, si ritiene che i Comuni saranno sempre più gli attori principali delle politiche dello sviluppo e di welfare.

Ciò implica la necessità di realizzare un nuovo sistema di collaborazione e cooperazione tra i comuni, con l’obiettivo di armonizzare la qualità dei servizi e delle opportunità garantiti ai cittadini

 

Nascita della Città Metropolitana

Pur nei limiti di una legge che abbiamo criticato perché incentrata sul contenimento della spesa e sull’ennesima operazione di tagli lineari agli enti pubblici, riteniamo che il percorso di costituzione della città metropolitana non possa che essere considerato un’opportunità per tutto il nostro territorio che va colta e accompagnata.

Si tratta di costituire un soggetto istituzionale completamente nuovo che, oltre ad assumere le funzioni già in capo alle Province, abbia poteri e autonomie più ampi in settori strategici (pianificazione del territorio e delle grandi infrastrutture, promozione dello sviluppo economico e incentivazione all’occupazione e alle imprese, organizzazione dei servizi pubblici locali su scala almeno provinciale, tutela ambientale, promozione dello sviluppo sociale) per il futuro di questo territorio.

L’area della provincia di Venezia, per la sua complessità e per la dislocazione del suo territorio, nonché per le sue infrastrutture e il suo tessuto produttivo, rappresenta e deve rappresentare un elemento fondamentale per la crescita e lo sviluppo del Veneto, anche nella prospettiva di un futuro allargamento ai territori limitrofi di Padova e Treviso.

Ruolo fondamentale in questo processo riveste la redazione dello Statuto della Città Metropolitana, strumento “costituente”, che dovrebbe rappresentare momento di grande discussione e partecipazione.

Allo statuto infatti è demandata la effettiva individuazione degli obiettivi indicati, nonché la possibilità, almeno di ipotizzare, il superamento di alcuni limiti impliciti nella legge istitutiva.

Pertanto riteniamo che nella redazione dello Statuto debbano essere sviluppati anche temi quali:

  • realizzare un nuovo sistema comune, di carattere federativo e solidale tra le comunità e i territori che la compongono;
  • perseguire un più avanzato livello di sostenibilità dello sviluppo ambientale, economico e sociale, assicurando il contesto più idoneo per le migliori condizioni di vita delle persone e per lo svolgimento della Città Metropolitana di Venezia.

 

Politiche di sviluppo nell'ambito provinciale e sovra-comunale

Va aperta una discussione con tutti i soggetti territoriali interessati, in primis i comuni, sull’attuale ubicazione delle zone industriali, la qualità degli insediamenti stessi, la loro funzionalità, nonché un’analisi delle peculiarità esistenti, valorizzando le produzioni a più ampio valore aggiunto e favorendone un nuovo insediamento, evitando ogni ragionamento speculativo che possa impoverire il territorio o snaturarne la natura industriale, salvaguardando l’occupazione.

Occorre identificare percorsi per favorire la nascita di nuove strutture produttive anche attraverso un legame diretto del territorio con l’università, basate sulla valorizzazione delle nuove competenze e sul concetto di smart-town.

Va sviluppato un percorso che, attraverso l'ampliamento e la razionalizzazione, miri alla piena copertura territoriale delle reti materiali e immateriali al servizio del cittadino e dell’economia e va creato un compiuto piano di mobilità che semplifichi gli spostamenti all’interno del territorio.

Vanno ricercati percorsi che evitino lo svuotamento dei centri urbani dalle attività commerciali, favorendo la distribuzione di qualità e permettendo ai centri stessi di diventare sempre più luoghi di aggregazione sociale, luoghi del lavoro e frequentati dai cittadini; contrariamente a questo vedremmo il proliferare di centri commerciali che depauperano il territorio dal commercio diffuso, impoverendo anche l’agricoltura e l’allevamento, ad esempio, connessi a quelle attività commerciali.

In una fase come quella attuale, fondamentali risultano anche le scelte delle aziende pubbliche e partecipate, che possono rappresentare elemento di sviluppo per l’intero territorio, sia sotto forma di servizi offerti sia per gli effetti economici indotti; dentro questo percorso riteniamo utile anche ipotizzare percorsi di riorganizzazione e/o ottimizzazione strutturale.

 

Politiche di aggregazione istituzionale (fusioni, unioni, ecc.)

Nell'ambito del processo legato alle riforme istituzionali, e in particolare alla costituzione della Città Metropolitana, salvaguardando le autonomie dei singoli Comuni costituenti, riteniamo decisivo un processo di aggregazione (tramite gestione associate di funzioni e/o unioni di Comuni) delle attuali entità comunali, sia per superare i limiti operativi e gestionali delle realtà demograficamente più esigue, ma anche per garantire un livello maggiormente omogeneo nel territorio di erogazione dei servizi.

E' quindi necessario verificare, quanto già esistente, cioè le forme e i modi con cui è stato attuato, a volte anche in maniera caotica e disordinata, il processo di gestione associata (attraverso convenzioni, unioni o fusioni) sia tra i comuni con meno di 5000 abitanti, che sono tenuti per legge ad operare in tale direzione, sia tra gli enti di maggiore dimensione demografica, per conseguire convenienze organizzative, economiche e politiche ad esse connesse, oltre a verificarne quali sono stati gli effetti conseguiti nella realizzazione delle economie di scala, nella qualità e quantità dei servizi e nel contenimento dei costi per la collettività, anche in termini di pressione fiscale.

 

Sviluppo e accessibilità dei servizi pubblici locali

Va aperta una relazione costante con le società di gestione.

Riteniamo necessario intervenire su queste direttrici:

  • consolidare ed estendere accordi con le varie società dei servizi pubblici locali che garantiscano livelli minimi di accessibilità , commisurati ai redditi delle persone e delle famiglie, con particolare attenzione alle fasce deboli e alle persone che presentano gravi difficoltà di reddito,attraverso tariffe sociali uguali sull’intero territorio provinciale collegate al reddito ISEE.
  • comprendere e condividere gli sviluppi strategici con relativi investimenti in termini di aggregazioni e alleanze, visti i cambiamenti normativi e le dinamiche economiche in campo a livello regionale, nazionale ed europeo.

 

Interventi per l'occupazione e la buona occupazione (sistema degli appalti, regolamentazione LSU, ecc.)

Al fine di impedire la perdita di posti di lavoro e politiche non omogenee relativamente alle partite sempre più frequenti degli appalti, vanno favoriti accordi e protocolli con le varie stazioni appaltanti del territorio, anche attraverso la discussione preliminare dei bandi di gara e dei capitolati che prevedano l’applicazione generalizzata della “clausola sociale”.

Analogamente andranno sottoscritti protocolli che identifichino in maniera chiara i perimetri del lavoro volontario oltre i quali non sarà permesso l’utilizzo di queste forme.

 

Politiche fiscali (Addizionali e relative esenzioni per fasce di reddito basse; Lotta all'evasione fiscale; Patti anti-evasione; Lotta all'evasione contributiva e al lavoro nero)

Alla luce delle nuove regole sui bilanci, la contabilità economica e patrimoniale, con il piano dei conti integrato ed il bilancio consolidato e la consistenza delle risorse disponibili, verificate nel consuntivo 2014 e nel preventivo 2015.

La riforma contabile avviata si pone la finalità di rendere i bilanci degli Enti Locali omogenei e confrontabili tra loro, per:

  • consentire di conoscere debiti e crediti effettivi
  • la progressiva riduzione dei residui attivi e passivi
  • assumere debiti in base agli effettivi fabbisogni
  • avvicinare la competenza finanziaria a quella economica

Quanto sopra consente, tra l’altro di rendere trasparente l’utilità e i rapporti economici tra Comuni e società collegate, con l’obiettivo di conseguire ad una loro riduzione e razionalizzazione.

Riteniamo necessario capire rispetto a questo percorso come si posiziona il Comune e quali eventuali modalità di intervento sta attuando.

In questo contesto è opportuno iniziare a rendere concretamente omogenee in ambito territoriale le varie imposte e prestazioni dei Comuni, in particolare prevedendo un’addizionale IRPEF progressiva con contestuale esenzione per i redditi più bassi fino a 15.000 Euro.

Sul versante della lotta all’evasione fiscale, riteniamo necessario prevedere:

  • il completamento del numero di Comuni che hanno aderito al patto anti-evasione in accordo con l’Agenzia delle Entrate e con la Guardia di finanza o con altri enti preposti;
  • la verifica degli esiti dell’applicazione dei patti in termini di difficoltà, di risorse recuperate e del loro eventuale utilizzo.

Accanto a questi temi, crediamo vada anche posto il tema della lotta all'evasione contributiva e al lavoro nero, stringendo un forte rapporto con gli enti che hanno funzioni ispettive, richiedendo ai comuni anche un ruolo attivo in questo campo attraverso l'utilizzo delle proprie strutture nel rapporto col territorio e la prossimità.

 

 

 

Applicazione dell'ISEE sia in termini di tassazione comunale (con relative politiche di esenzione) che di eventuale compartecipazione alla spesa per l'accesso ai servizi

Vanno verificati gli esiti dei provvedimenti adottati nel 2014 e discussa l’applicazione della IUC (IMU – TASI – TARI) con riduzioni ed esenzioni collegate alla capacità contributiva della famiglia attraverso l’applicazione dell’ISEE, che tiene conto sia del reddito che della composizione del nucleo familiare e del patrimonio.

Il relativo pagamento dovrà avvenire l’invio del mod. F24 debitamente compilato o in alternativa, attraverso una convenzione con i CAAF.

Deve divenire generalizzato, per l’accesso ai vari servizi a domanda individuale gestiti dal comune o in convenzione, la valutazione delle soglie ISEE, che garantiscono la copertura delle fasce più deboli, anche alla luce delle modifiche di calcolo dell’ISEE stesso.

 

Politiche per la sicurezza del territorio (messa in sicurezza del suolo e degli edifici pubblici, interventi idrogeologici e antismici, bonifiche, ciclo dei rifiuti)

Per quanto attiene alla sicurezza del territorio, a partire da una verifica rispetto all'impatto che vi è sull'ambiente delle scelte operate nelle nostre città, va posta particolare attenzione alla messa in sicurezza del suolo e degli edifici, a partire da quelli pubblici e della relativa manutenzione, agli interventi idrogeologici e anti-sismici, le bonifiche, anche sul tema dell'amianto, nonché le politiche relative al ciclo dei rifiuti.

 

 

Politiche per la sicurezza dei cittadini (riappropriazione degli spazi pubblici, interventi di arredo urbano, percorsi di integrazione multiculturale, politiche di coordinamento, sviluppo e miglior utilizzo dei servizi dedicati alla sicurezza dei cittadini)

Un altro tema fortemente percepito oggi è quello relativo alla sicurezza dei cittadini, su cui pensiamo si debba intervenire attraverso:

  • percorsi che facilitino la riappropriazione da parte dei cittadini degli spazi pubblici e dei luoghi della socialità.
  • attraverso l'arredo urbano, aumentare il decoro dei luoghi pubblici ma anche la loro vivibilità e fruizione durante tutte le ore del giorno e della notte
  • percorsi di integrazione interculturale e spazi di socialità che favoriscano la reciproca conoscenza e interscambio delle varie etnie presenti sul territorio.
  • percorsi di sinergia con tutte le forze dell'ordine che incrementino il senso di sicurezza tra i cittadini, anche attraverso un miglior utilizzo degli strumenti di controllo;
  • la creazione di spazi sociali utilizzabili dai cittadini per rafforzare la solidarietà di vicinato e combattere assieme alla sicurezza la solitudine.

 

Servizi di welfare anche legati alle politiche di genere e per lo sviluppo della buona occupazione femminile (assistenza domiciliare, centri di servizio diurni, servizi di sollievo, asili-nido, ecc.)

Sul tema del sostegno all'occupazione, ed in particolare a quella femminile, vanno rilanciate tutte le politiche ad esso inerenti e in particolare quelle relative alla presenza nel territorio dei servizi di welfare (in particolare i servizi per gli anziani in condizione di difficoltà: assistenza domiciliare, centri di servizio diurni, servizi di sollievo, ecc.) e dei servizi per l'infanzia (a cominciare dalla disponibilità di asili-nido).

 

Politiche abitative (censimento abitativo, accessibilità all'abitazione, miglior utilizzo del patrimonio residenziale pubblico, politiche degli affitti per famiglie in difficoltà e per anziani in condizione di solitudine, iniziative di social-housing, ecc.)

Garantire un’abitazione ai soggetti in difficoltà significa intervenire a più livelli, attraverso:

  • la realizzazione di un censimento abitativo che renda evidenti le esigenze del territorio e le disponibilità residenziali (in particolare pubbliche, ma non solo), anche attraverso un'interlocuzione specifica con l'ATER) ;
  • la possibilità di accesso all’abitazione per i giovani e gli anziani: la sostenibilità dei costi per l’affitto della casa per chi ha redditi da lavoro o pensione sotto o vicino la soglia di povertà attingendo anche ai fondi regionali;
  • favorire anche iniziative sperimentali di social-housing.

Va rafforzato l’impegno richiesto alle Amministrazioni Comunali verso il recupero degli alloggi pubblici inagibili o non a norma, anche attraverso accordi con il privato che ne favoriscano tale processo.

All’interno di questo ragionamento vanno considerate tutte le opportunità per favorire, anche attraverso l’urbanistica, spazi di aggregazione che favoriscano l’incontro degli anziani e che consegnino luoghi in cui si possano praticare momenti associativi, attività collettive e anche una migliore educazione fisico/culturale.

Barriere architettoniche

Un aspetto del disagio abitativo è rappresentato dalle barriere architettoniche in ambito domestico. Infatti l’azzeramento dal 2012 del fondo nazionale da parte dei governi che si sono succeduti e l’insufficienza dei fondi regionali costituiscono un ostacolo grave al diritto di mobilità per le persone con gravi disabilità.

Per migliorare la condizione di vita e di sicurezza delle persone disabili e non solo e per una migliore vivibilità dei quartieri è necessaria una politica delle risorse che riscontri con più efficacia le effettive essenziali necessita per il superamento delle barriere architettoniche negli ambienti domestici e sul territorio.

 

Rapporti con la scuola e politiche per lo sviluppo della cultura

È importante rafforzare il rapporto intergenerazionale, come già avviene positivamente con alcune Amministrazioni facilitando e rafforzando gli incontri fra l’Amministrazione e la scuola.

Il Sindacato confederale e il sindacato dei pensionati offrono la propria disponibilità e collaborazione in particolare sui seguenti temi:

  • il valore della memoria
  • la conoscenza della Costituzione
  • il valore della legalità
  • la transizione scuola-lavoro e i diritti del lavoro

ovviamente attraverso incontri programmati con le Istituzioni e soprattutto con docenti delle scuole.

 

Piano Socio Sanitario

Come già previsto negli accordi stipulati tra le OO.SS. confederali e le ULSS della provincia di Venezia, ci poniamo l’obiettivo di monitorare e attuare la programmazione regionale Socio Sanitaria (Piano Socio Sanitario Regionale) e il rapporto di integrazione tra il servizio ospedaliero e i servizi del territorio.

Riteniamo particolarmente rilevante l'attuazione di:

  • forme associative dei medici di base e loro integrazione professionale, attraverso la realizzazione delle MGI (Medicine di Gruppo Integrate) e dell’AFT (Aggregazione Funzionali Territoriali) per garantire il conseguimento degli obiettivi di continuità assistenziale, sette giorni su sette;
  • il funzionamento della Centrale Operativa territoriale (COT), che ha l’obiettivo di supportare e coordinare la “presa in carico” del cittadino, accompagnandolo nel complesso percorso assistenziale, oltreché ad agire come luogo di riferimento per l’integrazione Socio sanitaria;
  • dei nuovi servizi territoriali, a cominciare dagli ospedali di comunità;
  • la messa in rete dei “Centri Servizi”, nell'ambito della più complessiva programmazione e gestione delle attività assistenziali.
  • iniziative/campagne di informazione/sensibilizzazione sulle modalità di accesso ai servizi socio-sanitari e socio-assistenziali e la promozione e implementazione di attività di prevenzione;

Ricordiamo che, sebbene i confronti vedano la Regione e le Ulss quali diretti interlocutori, è per legge nella figura del Sindaco la responsabilità della salute dei cittadini.

Ciò presuppone che l’Amministrazione sostenga e aiuti prima di tutto la costruzione e il rafforzamento della medicina del territorio, ad es. H 24, il completamento e la funzionalità dei distretti, un’assistenza davvero integrata che superi non solo le differenze fra sanità e assistenza ma che unifichi tutti gli interventi parziali e frantumati fino a costruire nel sistema interventi personalizzati e adeguati ad ogni persona nel momento della sua fragilità.

È opportuno, promuovere, attraverso la valorizzazione dei rapporti tra le parti sociali e le istituzioni (ULSS e Conferenza dei sindaci) l’informazione nei confronti dei cittadini e incoraggiare la loro attiva partecipazione.

E’ altresì opportuno perseguire l’obiettivo di definire standard qualitativi omogenei, sui servizi socio-assistenziali, in tutto il territorio di ciascuna ULSS.

 

Politiche per gli Immigrati

Al fine di assicurare pari condizioni di accesso alla vita sociale e lavorativa nel territorio agli immigrati stranieri regolarmente presenti e alle loro famiglie, si ritiene debbano essere attuate azioni concrete ed integrate indirizzate all’inserimento socio-lavorativo degli immigrati stranieri nelle seguenti aree di intervento:

  • politiche di accoglienza e di integrazione sociale;
  • lavoro e formazione professionale;
  • politiche abitative.

Naturalmente lo sviluppo e la praticabilità di queste linee guida richiedono da un lato l’ampio coinvolgimento delle strutture sindacali e delle categorie, ai vari livelli, metropolitano, territoriale e di Lega, sia nella fase di predisposizione delle piattaforme, che di discussione con i soggetti istituzionali afferenti anche per supportare i cambiamenti organizzativi e amministrativi eventualmente necessari, e comunque non metterà in discussione la titolarità e l’autonomia contrattuale delle stesse categorie, ma richiederà anche un'ampia e diffusa informazione a tutti i cittadini anche tramite l'effettuazione di assemblee pubbliche di territorio.

Dall'altro lato risulta evidente che debbono essere coinvolti nella interlocuzione soggetti diversi e quindi, oltre a Comuni e ULSS, i Centri di Servizio diffusi nel territorio, le società controllate e/o partecipate, l'Agenzia delle Entrate, l'ATER, l'INPS, l'INAIL e comunque tutti quei soggetti, istituzionali e non, che ne possano essere interessati.