Documento finale della Conferenza di Organizzazione della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia. Mestre 25,26 giugno 2015 Palaplip di via san Donà

PREMESSE

 La Conferenza di Organizzazione della CGIL di Venezia, si svolge all'interno di un contesto sociale ed economico profondamente trasformato dagli effetti prodotti della grande crisi economica che affligge il paese intero da ormai sette anni, e che nel territorio metropolitano ha comportato la chiusura di numerose aziende, la perdita di migliaia di posti di lavoro e un progressivo ed inesorabile peggioramento delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori.

Nel contempo, la difficile situazione in cui vertono le amministrazioni locali, soprattutto quella di Venezia, in cui un insieme di concause ha provocato un drammatico dissesto finanziario, potrebbe rischiare, anche alla luce dei risultati delle ultime elezioni amministrative, di compromettere il tenore di welfare a disposizione dei cittadini, andando a incidere direttamente soprattutto sulle fasce deboli della popolazione, quelle maggiormente colpite dalla crisi, esposte così ad ulteriore fragilità, a partire dalle pensionate e dai pensionati e da coloro che hanno perso il lavoro.

Tutto questo ha incrementato la tendenza, già presente, verso nuove fratture sociali non solamente tra chi ha il lavoro e chi non lo ha, ma anche all'interno dei luoghi di lavoro dove la parcellizzazione, la frantumazione del ciclo produttivo, hanno fatto crescere in maniera smodata il ricorso all'appalto basato sul massimo ribasso, forme di lavoro povero, ricattato, in molti casi sprovvisto di contratto di riferimento, false partite IVA creando quindi una vasta area di lavoratrici e di lavoratori a cui i diritti sono negati.

Le ricette proposte per uscire dalla crisi, come la CGIL afferma da tempo, non considerano le cause, ma affrontano solo gli effetti, peggiorando ulteriormente le condizioni di chi lavora ed indebolendone i già limitati diritti senza tra l'altro, far cambiare tendenza alla pesante situazione. L'ultimo decreto attuativo del Jobs act, liberalizza in maniera totale il controllo dei lavoratori attraverso gli strumenti della videosorveglianza e del controllo a distanza, ribaltando, ancora una volta la normativa a favore totale delle imprese, trattando materie che in alcun modo modo incideranno sugli effetti della crisi, parlando unicamente a quel mondo delle imprese retrivo e antiquato, che ha trascinato il Paese in questa situazione.

Tutto questo ribadisce gli stessi assiomi che hanno prodotto e alimentato questa fase: l'egemonia del mercato e della cultura imprenditoriale priva di “responsabilità sociale” che ha una visione del lavoro come “mero mezzo di produzione” determinando una diffusa frammentazione dei cicli produttivi, un mercato del lavoro caratterizzato da una estesa precarizzazione, una perdita progressiva di centralità del lavoro stesso.

Per questi motivi, la CGIL di Venezia ritiene strategico e non più rimandabile rilanciare l'iniziativa sindacale verso la contrattazione, verso l'estensione di diritti e tutele, verso una più ampia e capillare informazione e formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati ponendo come baricentro strategico e pragmatico il territorio quale luogo della ricomposizione della frantumazione e sede in cui praticare la più ampia solidarietà. Anche come risposta a quella crisi dei soggetti della rappresentanza politica e sociale che ha indebolito la qualità della democrazia lasciando sempre di più spazio politico a messaggi razzisti e xenofobi che incrementano l'intolleranza e le discriminazioni in un momento storico in cui il nostro territorio, come il resto del paese, sta affrontando un disperato esodo di donne e di uomini che tentano di scappare dalla guerra e dalla miseria presente nei loro paesi di provenienza e che cercano rifugio o solo ospitalità momentanea nel nostro paese

Serve una rinnovata confederalità che rappresenti anche una integrazione di saperi, competenze e responsabilità contrattuali, confederali e di categoria, per operare una effettiva saldatura tra i diritti del lavoro e i diritti di cittadinanza.

Per migliorare la propria azione, la Conferenza di Organizzazione impegna il gruppo dirigente della Camera del Lavoro e la Direzione confederale sui seguenti temi:

 CONTRATTAZIONE

 Aziendale

La centralità dei luoghi di lavoro è condizione prioritaria per una maggiore affermazione della quantità e qualità della contrattazione, soprattutto per ricomporre le troppe fratture e le troppe fragilità a cui le lavoratrici e i lavoratori, a partire dalle filiere degli appalti, delle forme di lavoro parasubordinato ovvero di finto lavoro autonomo, o peggio pagati con voucher, sono esposti ogni giorno, impegnandoci a praticare con determinazione percorsi di contrattazione inclusiva.

Praticare la contrattazione inclusiva, anche nel territorio, presuppone una capacità di regolazione che porti a mettere insieme diverse categorie, a una tenuta unitaria e un tavolo contrattuale condiviso, nel rispetto delle diverse titolarità contrattuali.

E vuol dire inoltre perseguire il contrasto ai licenziamenti, il rilancio del Piano del Lavoro, mettendo al centro il tema dello sviluppo e della buona occupazione, contrastando l'abuso negli appalti e sperimentando forme di coordinamento tra la confederazione e le categorie coinvolte nella gestione dei cambi di appalto, per la continuità occupazionale e contrattuale.

Per tali motivi il gruppo dirigente della CGIL di Venezia si assume l'impegno di verificare da subito le condizioni per sperimentazioni di contrattazione di sito, rispetto alle diverse realtà dell'area metropolitana, ritenendo l'esperienza del “funzionario di sito” una pratica ancora prematura per il contesto politico e per l'assenza di esperienza in tale direzione.

Sociale e territoriale

Il documento unitario sulle “linee guida per la contrattazione sociale” rappresenta una solida base di partenza attorno alla quale sviluppare piattaforme territoriali non solo che sviluppino buona contrattazione sociale e territoriale, ma che incrementino il rapporto e rinsaldino le relazioni tra i dirigenti, i delegati, gli iscritti e il territorio e i suoi cittadini.

Con contrattazione territoriale intendiamo approfondire lo spazio e la prospettiva di incidere sulla qualità dello sviluppo dei sistemi produttivi, economici e dei servizi, in un rapporto stringente tra la confederazione e le categorie.

Dentro questa dimensione il gruppo dirigente sarà impegnato nella imminente discussione sulla città metropolitana, nascita che potrà incidere fortemente sullo sviluppo del nostro territorio, che dovrà essere attentamente monitorata e che dovrà vedere la nostra organizzazione con un ruolo di protagonista, soprattutto perché la redazione del nuovo statuto non porti un segno marcatamente di destra.

La contrattazione sociale è, a sua volta, una nuova frontiera per il sindacato confederale.

Attraverso detta contrattazione si possono unire i diritti del lavoro con i diritti di cittadinanza, sia allargando l'ambito delle protezioni esistenti, sia costruendone di nuove e inedite, per migliorare le condizioni materiali e sociali dei lavoratori e dei pensionati.

Sulla scorta dell'esperienza fin qui realizzata, senza sottovalutarla, dobbiamo rendere più incisiva la nostra contrattazione sociale, guardando alle diverse forme di povertà e alle nuove emergenze sociali e ai diversi ambiti in cui si impongono, nel confronto con i diversi soggetti istituzionali, politiche di redistribuzione, omogeneizzazione e potenziamento dei servizi e del welfare, della lotta all'illegalità e all'evasione fiscale.

Sarà anche necessario, al fine di rendere la pratica della contrattazione sociale realmente praticabile, costruire dall'autunno percorsi formativi indirizzati al corpo esteso dell'organizzazione.  

 

UN NUOVO ASSETTO DEL TERRITORIO

 

Da tempo la CGIL di Venezia si sta ponendo come prioritario il tema del territorio e di un nuovo riposizionamento della struttura Metropolitana all'interno dell'articolazione morfologica della provincia.

Il ritorno al territorio rappresenta la priorità strategica per la CGIL di Venezia.

E' necessario un approccio differente, più incisivo e determinato, strutturato, condiviso e collegiale, capace di costruire, al fianco della prassi praticata e consolidata, un'azione nuova, che promuova la contrattazione sociale come patrimonio per la confederazione e le categorie.

Le nostre Camere del Lavoro devono tornare ad essere il centro strategico e dell'elaborazione. Al contempo devono divenire snodi organizzativi, strumenti della prossimità, catalizzatori del dialogo e della sintesi, luoghi della pratica della solidarietà ma anche sedi di acquisizione della consapevolezza, della veicolazione di informazioni, della formazione soprattutto politica, delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, insomma luoghi dell'inclusione e della crescita e luoghi di promozione della contrattazione.

L'impostazione confederale del territorio dovrà anche essere una risposta alla crisi finanziaria in cui verte la nostra organizzazione e che è destinata a peggiorare visto il combinato disposto della crisi e della diminuzione di finanziamenti pubblici ai nostri servizi.

Non un ripensamento della precedente esperienza delle zone, considerata conclusa, ma la creazione di una rete di Camere del Lavoro territoriale, coordinate dalla Segreteria Confederale, dalle quali ripartire.

In base alla morfologia del territorio viene facile identificare quali potrebbero essere le strutture coinvolte: Portogruaro, San Donà, Marcon, Venezia, Mestre, Mirano, Dolo, Chioggia.

Per ognuna delle Camere del Lavoro identificate verrà assegnato un coordinatore politico a scavalco, designato concordemente dalle categorie e dalla confederazione, in base a criteri che verranno stabiliti dall'intero gruppo dirigente ma comunque improntati su principi di rinnovamento, di potenziamento della troppo bassa presenza femminile nella nostra organizzazione in ruoli apicali e nella valorizzazione dei lavoratori migranti.

La coordinatrice ovvero il coordinatore di ogni Camera del Lavoro territoriale, avendo a disposizione la lista degli iscritti di pertinenza della struttura avrà il compito nominare da subito, il comitato degli iscritti della Camera del Lavoro, con criteri improntati alla effettiva rappresentanza delle varie categorie e con il rispetto delle articolazioni politiche, produttive e di genere. Esso sarà “luogo e strumento fondamentale della partecipazione e della democrazia”.

Tali comitati dovranno operare la sintesi dei problemi del territorio e promuovere soluzioni organizzative e politiche che rispondano alle esigenze del contesto, dovranno promuovere la solidarietà e la reciproca conoscenza delle varie esperienze contrattuali presenti, cimentandosi, da subito con la declinazione del Piano per il Lavoro della CGIL, sviluppandone i percorsi proprio sul livello territoriale.

Il coordinatore della Camera del Lavoro, in armonia con il centro confederale e con i responsabili dei servizi, determinerà, le migliori condizioni per lo sviluppo qualitativo e quantitativo delle tutele individuali nonché percorsi di ottimizzazione del sistema dei servizi.

Il coordinamento delle Camere del Lavoro territoriali verrà svolto dalla Segreteria Confederale.

Ogni Camera del Lavoro dovrà avere un sistema di accoglienza in grado di indirizzare l'utenza e di fornire corrette risposte e compilazioni di pratiche semplici.

 

UNA COMPIUTA INTEGRAZIONE TRA TUTELE INDIVIDUALI E COLLETTIVE

La rete del sistema dei servizi della CGIL di Venezia, ampia ed articolata nel territorio, rappresenta una sistema qualificato per la promozione della tutela individuale.

Il lavoro svolto dalle compagne e compagni impegnati in questa attività non è ancora pienamente valorizzato in una visione confederale complessiva e non viene percepito fino in fondo come valore.

Il coinvolgimento nella vita politica dell'organizzazione da parte delle compagne e i compagni che operano nei servizi deve divenire una priorità, promuovendo di piena integrazione delle categorie con il sistema dei servizi.

L'attività delle tutele individuali dovrà essere fortemente collegata e rispondente alle domande che giungono dai luoghi di lavoro e dalla contrattazione aziendale, territoriale e sociale.

Dall'altra parte, dovrà esserci un legame strettissimo soprattutto nel trasferimento di reciproche competenze e di informazioni che potranno essere patrimonio e base di contrattazione.

Verrà creata una cabina di regia permanente, formata dalla confederazione dalle categorie e dai responsabili dei servizi che dovrà occuparsi di:

  • integrazione tra le tutele collettive ed individuali,
  • estensione del sistema dei servizi attraverso l'analisi delle correlazioni tra le varie offerte del sistema,
  • identificazione di canali preferenziali per gli iscritti
  • orari, tariffe e dislocazione territoriale
  • identificare siti strategici entro i quali formare e sperimentare la figura del delegato sociale.

Entro l'autunno dovranno essere creati percorsi di polifunzionalità tra le varie strutture del sistema dei servizi, privilegiano l'integrazione e la fungibilità negli sportelli rivolti al pubblico e la specializzazione nei livelli superiori.

Dovranno essere eliminate tutte le ridondanze.

 DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE

 La conferenza di Organizzazione impegna il Comitato Direttivo, così come previsto dal documento nazionale, entro il mese di dicembre 2015 ad eleggere l'Assemblea Generale della Camera del Lavoro e delle categorie.

Un reale rinnovamento democratico della Cgil fondato sull'allargamento della partecipazione alla formazione delle decisioni, deve porre al centro il ruolo degli iscritti e dei delegati.

Vanno ripristinate pratiche per far vivere i processi democratici a tutti i livelli dell'organizzazione superando spinte alla centralizzazione.

La pratica del territorio proposta sarà propedeutica alla formazione di questa rinnovata partecipazione a partire dalla cura del proselitismo che deve diventare patrimonio e pratica prioritaria e qualificante di ogni compagna e compagno, a prescindere dal ruolo che riveste in organizzazione.

Per garantire la continuità d'iscrizione e del rapporto con la Cgil nel passaggio dal lavoro diretto alla pensione o da lavoro a lavoro e nel periodo di disoccupazione dovranno, all'interno della cabina di regia, essere identificate tutte le buone pratiche propedeutiche a questa prassi fondamentale.

 Formazione sindacale dei gruppi dirigenti

Vanno istituiti, a partire dal livello confederale percorsi formativi permanenti per diffondere la conoscenza e le competenze politiche, contrattuali, normative e giuridiche.

In questo ambito sarà necessario diffondere la conoscenza della CGIL non tanto intesa solo sul percorso storico ma come insieme di valori e motivazioni.

La CGIL di Venezia deve anche promuovere percorsi formativi, rivolti al gruppo dirigente e ai delegati per combattere l'analfabetismo informatico

 Rapporto con le associazioni

Proseguendo il percorso intrapreso in concomitanza della conferenza, deve essere rafforzata la pratica improntata, nel pieno rispetto delle autonomie, al lavoro sinergico con le associazioni di riferimento della CGIL nel territorio, Auser, Federconsumatori, Sunia, Udu e Reds, Silp, ricercando percorsi di attività comuni, volti ad incrementare la gamma di tutele offerte agli iscritti, per un recupero del pieno diritto di cittadinanza e contro ogni forma di frode e/o truffa perpetrata agli iscritti.

Vanno identificate inoltre modalità comuni per incrementare il proselitismo delle rispettive organizzazioni.