TURISMO - Grave errore da parte della politica un confronto senza  i sindacati dei lavoratori. La nota della Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia 
Per tutto il territorio Veneto e nello specifico per Venezia (che traina da sempre il   turismo   Veneto)   è   un’occasione   davvero  importante   che   il   ministro   del turismo Garavaglia sia stato “ospite del Governatore Zaia” per interessarlo  a confrontarsi sui problemi della ripartenza del turismo alla tanta agognata soglia della fase post pandemica.
Ma tale incontro in Regione, organizzato dal governatore Zaia, si è dimostrato un   confronto a metà in quanto non sono stati convocati i sindacati che rappresentano i lavoratori e le lavoratrici del settore che solo nella provincia di Venezia arrivano a quasi 50.000 addetti.
Si è appreso dalla stampa locale  che gran parte della discussione si orientava sulla   scarsità   di   reperire   camerieri,   cuochi,   governanti,   insomma   tutto   il personale   necessario   al   turismo   stagionale   e   che   la   soluzione   sarebbe   la decontribuzione alle imprese.
In realtà tale provvedimento appare l’ennesima ricetta al lavoro precario e mal pagato, quando il settore invece necessita di politiche serie, volte a riqualificare il   settore   turistico   come   settore   d’eccellenza, con   delle   scelte   mirate   che esprimano la qualità ed esclusività dell’offerta, dove i lavoratori e le lavoratrici siano   protagonisti   del   processo   qualitativo   con   salari   adeguati   alla   loro professionalità e con una copertura economica e formativa certa durante il periodo invernale, cosi da fare delle reali politiche attive  per il settore e per evitare il fuggi fuggi delle professionalità.
Ma   per   fare   del   nostro   territorio   un   territorio   d’eccellenza   bisogna   anche occuparsi della sostenibilità dei centri storici in relazione all’impatto turistico con uno stop alle licenze selvagge (le quali sono rilasciate a livello regionale e comunale) date in tutti  questi anni che  hanno trasformato Venezia in un discount dell’hospitality e che mettono le aziende serie in concorrenza tra loro rispetto al fuori controllo del costo degli affitti a Venezia e nei centri storici.
Questa pandemia ci ha definitivamente fatto capire che nel breve  periodo non ci   sono   economie   alternative   e   quindi   la   tutela   del   patrimonio   artistico rappresenta un altro problema cioè l’usura della città in termini anche di mobilitazione   del   turismo   ha   bisogno   di   risorse   (ad   esempio   la   tassa   di soggiorno)   destinate   alla   manutenzione   urbana   che   devono   essere   ben capitalizzate.​
Insomma riduttivo è partire sempre con il costo del lavoro visto che il reale scotto di questa pandemia lo hanno pagato i lavoratori ,le lavoratrici e le loro famiglie in cassa integrazione dal  mese di marzo 2020 ad oggi o gli stagionali che si sono trovati in una condizione di assoluta precarietà.
Se si vuole veramente ripartire servono progetti ambiziosi che vadano oltre l’emergenza e che coinvolgano tutte le parti sociali non una parte soltanto.
Vista   l’attenzione   della   politica   sul   settore   riteniamo   che   questa   possa confrontarsi con noi in relazione al prossimo sblocco al divieto dei licenziamenti che sicuramente metterà in difficoltà il settore turistico. 
Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia