AREA PILI- L'area strategica tra la Terraferma e Venezia (di proprietà del Sindaco di Venezia) è oggetto di interesse di un Tycoon cinese che ha la propria  base logistica a Singapore. Pubblichiamo la lettera aperta di Enrico Piron, segretario generale della Cgil di Venezia. Nella pagina la lettera del segretario della Camera del Lavoro

"Apprendo  dalla stampa che il signor Ching Chit Kwong, attraverso la sua società , la Grandeur Oxley Holding Limited, sarebbe interessata all' acquisto dell' area dei Pili con finalità turistico/ ricettive e commerciali. Comprendo l'imbarazzo della proprietà  dei terreni che, certamente, per buona educazione, non esprime compiutamente quali siano le effettive prospettive e la reale progettualità   del territorio di Porto Marghera, della sua vocazione industriale e delle aspettative che i suoi cittadini ripongono nei progetti di re-industrializzazione, per i quali si sta lavorando da tempo e soprattutto della ferma volontà , manifestata tenacemente e risolutamente in centinaia di dichiarazioni, dal signor Sindaco della nostra Città  , sulla necessità  di una ripartenza di un tessuto manifatturiero del territorio e del puntiglio del Primo Cittadino perchè questo di realizzi.

A costo di sembrare scortese, ho quindi deciso di parlare io, come segretario della Cgil,  al signor Kwong.

Caro signor Kwong,

certo le sarà capitato di visitare il nostro territorio in questi giorni e avrà notato come, per giustissima volontà  dell'Amministrazione e del nostro Sindaco, da qualche tempo, alcuni siti industriali siano illuminati la notte. E' una idea certo di impatto ma, mi creda, non evocativa o estetica. Serve a ricordare alle menti più distratte, proprio perché stiamo celebrando il Centenario dell'area industriale, che questo compleanno non è  unicamente una rievocazione del tempo che fu, di industrie che non ci sono più, di lavoro scomparso e territorio abusato, ma l'inizio di nuova progettualità. Venezia, che abbiamo la fortuna di abitare, è certamente uno straordinario luogo storico e artistico, unico nel mondo, ma deve tornare ad essere il centro di un processo di ricostruzione di un tessuto industriale e manifatturiero che da troppo tempo attende segnali di ripresa (parlo bene, signor Sindaco?).

Tutte e tutti ci stiamo impegnando affinchè tale progettualità  non resti lettera morta, ma che, attraverso un allineamento di intenti tra politica, istituzioni e rappresentanza sociale, dia nel più breve tempo possibile, risposte concrete che permettano a progetti industriali ed investimenti, di trovare, proprio qui e finalmente, quelle prerogative per rimettere in moto il volano della produzione industriale moderna, di creare buon lavoro e stabile e di redistribuire alle cittadine e ai cittadini gli esiti di uno sviluppo che ci aspettiamo da troppo tempo.

Lo status di "area di crisi complessa", il grande lavoro svolto in questi mesi e l'imminente inizio di questa fase, nonostante le già  grandi difficoltà  ambientali presenti, rappresentano un' occasione alla quale nessuno intende a rinunciare e per la quale ognuno è disposto a fare la proprio parte con determinazione e puntiglio. (Giusto, signor Sindaco?)

Non le nego poi che in questi giorni ci stiamo impegnando tutti anche per ripensare il territorio, per valorizzarne le specificità  , per integrare maggiormente il Porto con la città  , per trovare elementi di compatibilità tra fattori presenti a partire proprio dal turismo e dalle Grandi Navi da crociera, salvaguardando quell'importantissimo lavoro, magari valorizzandolo e stabilizzandolo ma evitando che il turismo si divori tutto il nostro territorio e che lo impoverisca, sopratutto perchè Venezia non diventi un parco di divertimenti a tema, ma resti una città , con i suoi abitanti, con le attività  produttive, artigianali, di servizio che una città  deve mantenere, con i servizi essenziali per i suoi cittadini, tutti i cittadini di un luogo tanto complesso, dalla città storica alla terraferma, con un welfare che non discrimini e che liberi dal bisogno, insomma un progetto politico di rilancio anche in un'ottica metropolitana, anche se ormai quasi ci siamo dimenticati di esserlo, metropolitani (un po' è così . Vero signor Sindaco?).

Veda, signor Kwong, siamo lusingati dal fatto che lei abbia pensato a Venezia per i suoi investimenti e all' area dei Pili, ma, mi creda, la sua visione imprenditoriale confligge proprio con le aspettative del territorio e con i desiderata del nostro Sindaco.

Quel territorio ha un vincolo industriale ed è opportuno non solo che mantenga quel vincolo, ma che su quell' area vengano impiantate realtà  manifatturiere e industriali, start up, progetti produttivi con le università  e tutte le iniziative che vadano in quella direzione.

Mi permetto di aggiungere che, tra l'altro, proprio il proprietario di quelle aree da mesi sta dicendo con veemenza e coraggio, che a Venezia serve proprio che l'industria riparta e che non intende rassegnarsi al declino in cui verte, che lui è figlio di questo territorio e che a Porto Marghera e alle sue industrie deve moltissimo e che intende ricompensarlo di quello che ha ricevuto e sono convinto che giammai permetterà  che proprio sulle aree di sua proprietà  vengano impiantati progetti che non sono improntati su questa dimensione.

Forse non lo dice a lei ma lo ha detto a tutti noi.

Caro signor Kwong, mi creda. A Venezia serve ricostruire un tessuto produttivo ed industriale all'altezza della sfida mondiale.

Partecipi anche lei ai progetti di re-industrializzazione. Converta gli investimenti di capitali in lavoro e produzione.

Sottragga tutti noi da questo imbarazzo.


Enrico Piron, segretario generale Cgil Venezia