NO AL NUMERO CHIUSO ALL'UNIVERSITA' - LETTERA APERTA DI UDU (Unione degli Studenti Universitari organizzazione vicina alla Cgil) al Rettore dell'Università Veneziana di ca' Foscari sul numero chiuso nell'Ateneo

 Caro Rettore Bugliesi,
Da ormai alcuni mesi le vicende sul numero chiuso riempiono le colonne sui giornali locali e nazionali, trasformando quindi ogni discussione in un momento di confronto per tutta la società civile su un tema che sembrava essere caduto nel dimenticatoio: il ruolo e il senso stesso dell’Università nel nostro Paese.
La discussione è tra chi la ritiene necessario programmare gli accessi per inseguire la retorica dell’eccellenza e della meritocrazia e chi dall’altra parte è pronto a dare battaglia per un’università pubblica e accessibile. Tra questi ultimi ci siamo anche noi dell’Unione degli Universitari, perché siamo stanchi di vedere l’Università svilita e massacrata da anni di tagli costanti all’intero sistema di finanziamento, da una condizione del diritto allo studio tra i peggiori d’Europa, da un sistema d’accesso iniquo e perverso. Da anni denunciamo il crollo degli immatricolati nelle Università, che non sono ormai una possibilità per tutti bensì si stanno trasformando in ambienti sempre meno accessibili. Da anni vediamo tristemente i nostri Atenei non essere più luoghi di inclusione sociale che permettano ad ogni cittadino di poter crescere ed elevarsi culturalmente, socialmente ed economicamente, portando degli evidenti benefici alla collettività tutta.
Nel corso degli anni durante i le riunioni del Senato Accademico e durante i Consigli di Amministrazione ci siamo fortemente opposti a tutte le proposte di programmazione degli accessi evidenziando come contingentare il numero di persone che possono accedere alla nostra Università fosse una scelta dannosa per gli studenti e per la stessa Ca’Foscari. Purtroppo siamo rimasti inascoltati ed oggi alla luce della sentenza del TAR del Lazio contro l’Università Statale di Milano apprendiamo che oltre che sbagliata quella scelta la maggior parte delle volte è stata anche illegittima.
E per questo ci siamo mossi con una istanza in via di autotutela: riteniamo il numero chiuso illegittimo, ancor di più nelle modalità e negli impieghi all’interno di Ca’ Foscari. I risultati dei test degli ultimi anni ci dimostrano come il numero programmato sia esclusivamente una scelta politica dell'ateneo che non seleziona minimamente gli studenti migliori, anzi, non seleziona praticamente nessuno. I dati dei test di accesso degli ultimi anni ci dimostrano come il raggiungimento del numero di immatricolati sia costantemente inferiore al numero di posti disponibili con qualche sporadica eccezione che sicuramente non giustifica l’imposizione di un test.
Ora, però, è necessario invertire la rotta. Caro Rettore, La invitiamo a prendere atto di ciò che sta succedendo in tutto il paese e ad aprire un dialogo, che siamo convinti sia necessario e utile per tutta Ca’ Foscari! Si fermi un attimo e ragioni con noi rappresentanti e con tutti gli studenti. La invitiamo a dialogare con gli studenti e con noi che li rappresentiamo e Le chiediamo di rinunciare alla riconferma del numero chiuso nel nostro ateneo. Oggi dimostri di tenere al bene degli studenti e di non giocare sulla loro pelle e sul loro futuro: tutti i corsi siano ad accesso libero. Ci guadagneranno gli studenti, che potranno scegliere liberamente il proprio corso, ci guadagnerà l’intero Ateneo.
Inoltre, caro Rettore, La invitiamo a passare dalle parole ai fatti, inizi da domani una battaglia con noi per chiedere al Ministro l’abrogazione della legge 264/1999, per il libero accesso all’università. Uniti, potremmo tornare vincenti!
Questa è l’unica via possibile se realmente si ha a cuore il futuro di Ca' Foscari e dell’università italiana tutta!
Unione degli Universitari Venezia

QUESTO IL COMUNICATO STAMPA
EFFETTO DOMINO PER ABBATTERE IL NUMERO CHIUSO
Il sindacato studentesco Unione degli Universitari - UDU Venezia ha presentato
un'istanza in via di autotutela all'università Ca’Foscari di Venezia, chiedendo al rettore di bloccare la riconferma degli accessi programmati per tutti i corsi che lo prevedono.
Il sindacato si muove a livello nazionale per l'abbattimento del numero chiuso da anni, presentando e vincendo ricorsi in tutto il paese, non ultimo quello presentato e vinto al TAR del Lazio che ha permesso a tutti gli studenti delle facoltà umanistiche della Statale di Milano di immatricolarsi a prescindere dai risultati del test d'accesso, dichiarando l’illegittimità della scelta dell'ateneo di introdurre nuovi corsi ad accesso programmato.
“L'accesso programmato a Ca’ Foscari, come dimostrano i dati, è chiaramente una scelta politica e non una necessità. In quasi tutti i corsi, afferma Matteo Broglio coordinatore di UDU Venezia, il numero degli immatricolati non raggiunge nemmeno il contingentamento previsto dall'università, i test d'accesso sono una farsa sulle spalle degli studenti. I fatti di Milano, inoltre, ci dimostrano come la programmazione degli accessi sia non solo dannosa per gli studenti e per l'università, ma anche illegittima.”
Da anni il sosteniamo la necessità di una università libera ed accessibile, soprattutto in questo momento di crisi che vede tra i suoi effetti un calo dei giovani che scelgono di portare avanti il loro percorso di studi, vedendo nel numero chiuso una limitazione ingiustificata al diritto dei giovani di seguire liberamente le proprie aspirazioni.
La retorica per cui un’Università che limita l’accesso ai propri corsi millantando di riuscire in questa maniera a selezionare gli studenti migliori non inganna più nessuno nè tanto meno scuse quali la carenza di spazi o di personale docente. La lotteria dei test di accesso serve solamente a incassare la quota di iscrizione a questi giocando sulla confusione degli studenti che, finito il percorso scolastico, non sanno cosa scegliere nel panorama dell’offerta formativa delle nostre Università e per timore di non accedere al sistema universitario
provano più di un test nella speranza di essere ammessi.
“È ora di abbattere queste barriere e di cominciare a garantire il libero accesso a chiunque voglia intraprendere una carriera universitaria , conclude Matteo Baroglio, soprattutto in un paese con il numero di laureati tra i più bassi in Europa!”