MASSICCIA PARTECIPAZIONE DELLA CGIL DI VENEZIA ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO LO SCIPPO DEI REFERENDUM SU VOUCHER E RESPOSABILTA’ NEGLI APPALTI Dieci pullman  e almeno 250 altre persone che prenderanno il treno partiranno  dalla Città Metropolitana di Venezia per arrivare a Roma per la grande manifestazione della Cgil contro lo scippo dei referendum voluti da milioni di Italiani.

Nel nostro territorio - nei giorni scorsi e in un tempo brevissimo-  sono state raccolte migliaia di firme in calce all’appello promosso dalla nostra organizzazione, per sollevare la questione di illegittimità davanti al Presidente della Repubblica e alla Corte di Cassazione, sul decreto che ha annullato i referendum.  

 Il voto del Senato del 15 giugno  ha dato l’ennesimo schiaffo a milioni di lavoratori e pensionati che DICONO NO ALLA PESSIMA LEGGE che fa ritornare i VOUCHER.

PER QUESTO LA CGIL HA MOBILITATO I PROPRI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI per una grande manifestazione

 RICORDIAMO I NUMERI

Passa con la fiducia al Senato la "manovrina" che contiene i nuovi buoni lavoro: 144 voti favorevoli, 104 contrari, 1 astenuto.

Sabato 17 giugno la risposta della Cgil in piazza San Giovanni, a Roma. "Non si rispetta il diritto di voto dei cittadini"

I voucher tornano a essere parte integrante dell'ordinamento italiano e seppure con una nuova denominazione, così come sono stati costruiti, prefigurano il ripristino dell’illegalità contrattuale che la normativa precedente aveva determinato soprattutto nel nostro territorio.  Il Senato ha infatti approvato con 144 voti  favorevoli, 104 contrari, 1 astenuto la "manovrina" di bilancio che reintroduce i buoni lavoro. 

La CGIL, attraverso la Carta dei Diritti universali del lavoro, ha previsto la formula del lavoro accessorio negli articoli 80 e 81. Un modalità in cui su possa effettuare queste modalità di lavoro ma senza permettere lo sfruttamento e l’illegalità contrattuale.

E in più, ancora una volta si violano le regole della democrazia, non si rispetta il diritto di voto dei cittadini, i quali non hanno avuto modo di pronunciarsi con un referendum su questo tema, poiché i contenuti erano stati superati dalla legge e che ora si vedono reintrodurre gli stessi contenuti, in violazione dell’articolo 75 della nostra carta costituzionale